Martedi, 28 marzo 2017 - ORE:21:33

Django Unchained: Buon Tarantino non mente

Django Unchained

Django Unchained
Dopo 3 ore interminabili di film posso dire con estrema certezza:

Non sono rimasto deluso nè tantomeno annoiato. Django Unchained segna quasi certamente un altro ennesimo successo da regista per Quentin Tarantino, famoso per pellicole controverse ma allo stesso geniali del calibro di “Pulp Fiction“, “Dal tramonto all’alba“, “Grindhouse: a prova di morte” e “Kill Bill“. Ma l’ultimo film che meglio si puo’ associare a Django Unchained e che è stato a più riprese definito come capolavoro dalla critica è proprio “Bastardi senza Gloria“.

Attenzione. Il film “Bastardi senza Gloria”, in inglese “Inglorious Bastard”, ha molti più aspetti in comune con Django Unchained rispetto a quello che un normale spettatore può pensare di credere. I colpi di scena e le morti quasi inattese sono il giusto mix di divertimento in mezzo a momenti di sarcasmo pungente, lo scenario della schiavitù dei negri e la figura del dottor Schultz: forse il personaggio più interessante e macabro di tutto quanto il film. (altra interpretazione di spessore targata Christoph Waltz).

Per chi avesse la memoria corta si tratta dello stesso attore che in “Bastardi senza Gloria” interpreta lo spietato “cacciatore di ebrei”, meglio noto come colonnello delle SS Hans Landa. Un personaggio che colpisce, come del resto nell’interpretazione del Dottor Schultz, proprio per la sua freddezza. Sembra essere sempre mentalmente 10 gradini avanti rispetto agli altri personaggi della storia.

La Novità

Django UnchainedMa a differenza dell’interpretazione nel film “Bastardi senza Gloria” qui Christoph Waltz interpreta un personaggio eticamente buono, con un passato sicuramente macchiato di sangue. Il suo mestiere sotto copertura è quello di dentista, ma in realtà è un cacciatore di taglie, percui è un assassino. Ma lo fa per il rispetto della legge del tribunale americano. E inoltre a più riprese si intuisce quanto il dottor Schultz nutra rispetto per il prossimo, nonostante non si faccia scrupoli ad uccidere uomini bianchi colpevoli di delitti spregevoli. Si capisce chiaramente che al Dottor Schultz non concepisce il razzismo che gli americani bianchi nutrivano in quegli anni verso la popolazione di colore fatta schiava nelle piantagioni di cotone.

Una visione differente che per una pura casualità lo porta a salvare dalla propria sciagura Django (interpretato da Jamie Foxx), uno schiavo con un passato triste alle spalle e una moglie spersa chissà dove. In poche parole Django Unchained racconta la storia di un percorso di crescita di uomo di colore che riesce da solo a sovvertire l’intero sistema della schiavitù in diversi stati americani. Il tutto grazie soprattutto all’aiuto del maestro e amico Schultz che in mesi di addestramento lo aiuta ad apprendere l’arte dell’uccisione e a smorzare certi lati negativi ed impulsivi del proprio carattere.

Da qui entrano in gioco 2 personaggi di rilievo, vale a dire il proprietario terriero Calvin Candie, interpretato da un fantastico Leonardo di Caprio e il suo fido consigliere Stephen, interpretato da Samuel L.Jackson. Cosa c’entrano con la storia? Sono i nuovi padroni di Broomhilda, l’amore della vita di Django.

Questi due personaggi riescono attraverso i loro discorsi e la loro violenza al limite dell’incomprensibile a far trasparire in pieno l’odio verso la popolazione di colore resa schiava. E lo stesso Stephen che è di colore, eppure tratta come animali tutti gli chiavi e le schiave della sua stessa razza.

Colpisce specialmente il pezzo sulla teoria delle 3 fossette all’interno del cranio di un uomo di colore portata avanti da Candie. A suo modo di vedere “i negri hanno una propensione maggiore alla sottomissione ed è una questione genetica”.

Django Unchained

L’incomprensibile Imprevisto

Ma il colpo di scena sta proprio in una scena successiva che ha a che vedere con il controllo dei nervi, perchè nel momento in cui i due avventurieri tentano di salvare la donna amata da Django, Broomhilda, ecco l’imprevisto: il caro Dottor Schultz, che tanto aveva insegnato la disciplina e l’autocontrollo a Django, perde completamente la testa e per una banalissima questione di principio uccide Calvin Candie, che nel frattempo grazie a Stephen aveva scoperto il loro piano di acquistare Broomhilda.

L’effetto boomerang non si fa attendere: Il dottor Schultz viene ucciso da uno degli uomini di fiducia di Calvin e scatta una guerriglia all’interno di casa Candie. Carneficina e scene splatter accompagnano le gesta di Django che, dopo aver fatto strage di uomini bianchi, viene convinto ad arrendersi per il bene di Broomhilda.

Le sorti sembrano voler male a Django che si trova spedito in direzione delle cave a spaccare massi per tutta la vita. Ma un colpo di fortuna del tutto fortuito si presenta davanti a lui. La scena ha del paradossale, ma è questo che caratterizza sempre i film di Tarantino.

Il Finale da fuochi d’artificio

Django riesce a convincere i suoi aguzzini, tra i quali si trova proprio il regista Quentin Tarantino, a lasciarlo andare in cambio di soldi ricavati dalle taglie sui ricercati. Una volta liberato fa fuori tutti in 3 millesimi di secondo. Impugna una pistola, un fucile, una sacco di dinamite e a cavallo torna indietro per liberare Broomhila e…. per fare una vera strage!

Salvata la donna amata, Django non risparmia nessuno. A cominciare dalle donne come Lara Lee Candie-Fitzwilly, sorella di Calvin Candie, che schizza via dalla porta al momento dello sparo in barba a tutte le leggi della fisica.

Il finale non lascia scampo soprattutto alla vipera Stephen, reo di aver mandato a rotoli la copertura del Dottor Schultz e di Django: prima viene gambizzato e poi fatto saltare in aria all’interno dell’abitazione dei Candie con tutta la dinamite a disposizione.

Django Unchained: Film Controtendenza

In conclusione il film non delude proprio perchè si attiene in pieno ai canoni anche irrazioniali dettati da Tarantino. L’eroe riesce nelle imprese impossibili anche quando la situazione si fa disperata, ma soprattuto mantenendo un tono di noia pari a zero.
Da sottolineare poi l’atmosfera western ripresa alla perfezione, le colonne sonore di Ennio Morricone aleggiano nell’aria e tutto sembra lasciar pensare ad un film in stile spaghetti wester.

Invece questo film ha molto di più da offrire. Soprattutto perchè riesce a invertire una tendenza: Django sullo sfondo di temi forti e scomodi come violenza e schiavitù riesce a far divertire lo spettatore senza sentire l’angoscia di un film troppo impegnativo.



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