Giovedi, 19 gennaio 2017 - ORE:22:18

5 film remake da evitare

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Film Remake. Una moda che non muore mai

Quando un film ha successo al botteghino e riceve buone critiche entra subito nel mirino di registi e produttori per un possibile rifacimento. Recentemente abbiamo visto remake di: La Casa, Carrie lo sguardo di Satana (evitatelo come la peste!), Robocop e a maggio arriverà pure l’ennesimo di Godzilla, per i cinquant’anni dall’uscita del primo film sul celeberrimo mostro. Ora, purtroppo anche il miglior classico non è immune all’inettitudine o agli incredibili svarioni dei registi che si accollano l’onere di riportarli alla ribalta. Vero è che fare paragoni non è corretto, ma non lo è neppure infangare il nome di bei film. Bene, vi presento dunque 5 remake letteralmente da piangere.

Total Recall – Atto di forza (2012)

totalRemake del celebre scifi Atto di forza del 1990 di  Paul Verhoeven con protagonista Arnold Schwarzenegger. In un futuro distopico post guerra chimica il mondo è diviso in due sole zone abitabili l’Unione Federale di Britannia (UFB) e la Colonia (l’Australia). La  prima più ricca e potente sfrutta la seconda per la manodopera a bassissimo costo. Il protagonista Douglas Quaid (Colin Farrell), un umile operaio, si reca alla Rekall, una compagnia specializzata nell’impianto di ricordi costruiti di viaggi  (per la serie, vacanze alternative), in cerca di un po’ di relax. Scoprirà però che la sua stessa vita è un enorme finzione impiantatagli nel cervello, il suo vero nome è Carl Hauser, capo dei ribelli della Colonia che si oppongono alla dittatura del Cancelliere Cohaagen, massima carica dell’UFB. Allora, a parte il fatto che il film originale era ambientato su Marte e non sulla Terra, il problema di questo rifacimento è che abbandona totalmente la tema della versione del 1990: la linea sottile che separa la realtà dal sogno, in favore dell’azione gretta e banale. Tutto il film è un’enorme inseguimento condito da esplosioni e sparatorie viste e riviste che non offrono niente allo spettatore al di là degli effetti speciali. Se poi ci aggiungiamo che per mancanza di originalità si rubano le scenografie a Blade Runner e Minority Report e che Jessica Biel non ne imbrocca mezza come coprotagonista ecco che il flop è servito.

Nightmare (2010)

nightChi non conosce la saga di Freddy Krueger, il mostruoso killer che uccide le vittime nei loro sogni? Nessuno…e sapete perché? Freddy è un’icona ormai mitica nel panorama horror, un’istituzione. La storia del giardiniere Krueger ucciso bruciato vivo perché accusato di presunta pedofilia e che ritorna come incubo omicida a Elm Street è leggenda. Allora mi chiedo come mai fare un remake così sciatto e brutto di quel capolavoro di terrore e suspense che è Nightmare – Dal profondo della notte (1984)? L’unica cosa che funziona qui è la recitazione del buon Jackie Earle Haley che sostituisce Robert Englund nel ruolo del diabolico Freddy. Haley ce la mette davvero tutta ma con una sceneggiatura così povera ed una regia non all’altezza, anche lui si deve arrendere. Ah dimenticavo, i ragazzi protagonisti, quelli tormentati dal mostruoso essere, sono tutti i tipici bellimbusti americani che dopo cinque minuti volete veder morti nel peggior dei modi, ma le scene tanto attese in cui Krueger dovrebbe dare il meglio non riescono a suscitare quasi niente! 90 minuti di nulla, senza mai un sobbalzo sulla sedia, tutto il film corre troppo veloce ed approssimativo ma d’altronde se alla produzione c’è Michael Bay non ci si poteva aspettare di meglio. Questo film è un incubo ben peggiore di quelli con Freddy.

Scontro tra titani (2010)

titaniIl primo Scontro tra titani del 1981 narrava molto liberamente delle gesta del semidio Perseo, figlio di Zeus, costretto ad affrontare mille pericoli e peripezie per salvare l’amata Andromeda offerta in sacrificio al gigantesco mostro marino, il Kraken. Questo genere di film erano estremamente popolari negli anni 70/80, nonostante fossero un enorme mescolone di tutta la mitologia greca, perché solitamente puntavano sugli effetti, che a noi del 2014 fanno ridere, ma che all’epoca erano incredibili. Questa pellicola in particolar modo viene ricordata come cult per gli avvenieristici effetti speciali usati dal maestro Ray Harryhausen. Il remake però, nonostante tutta la tecnologia del 2010 messa a disposizione, come direbbe il buon Fantozzi “è una cagata pazzesca!“. Il mega-zuppone mitologico oggi non tira più, e qui assume la forma di una grande baraonda di personaggi e mostri mitici buttati li tutti insieme allegramente a creare solo una fastidiosa confusione. Sia perchè al già confusionario pantheon dell’originale qui sceneggiatori e regista si prendono pure ulteriori libertà coinvolgendo anche Ade, Io e perfino i Djiin (spiriti del fuoco appartenenti alla mitologia araba).  L’eccessiva computer grafica e la mal gestita fotografia poi riescono  a rendere ancora più finto un film che parla di dei e mostri, inficiando anche gli scontri, fulcro di questo genere. Di titanico qui c’è solo il casino, però qualcuno ha avuto la brillante idea di farne un seguito, La furia dei titani del 2012. Lascio a voi immaginare come è andata…

The Karate Kid – La leggenda continua (2010)

smithAltro film iconico degli anni 80, Karate Kid era la versione per ragazzi di Rocky. Daniel LaRusso è un sedicenne di origini italiane che dal New Jersey si trasferisce in California. Li purtroppo subisce la persecuzione di un gruppo di bulli che praticano le arti marziali. Con l’aiuto del giapponese Myagi, riparatore di professione ma in realtà fortissimo maestro di karate, Daniel impara non solo come difendersi ma anche i principi e la filosofia che stanno dietro a questa antica disciplina. Non un capolavoro certo, ma un film che è rimasto stampato nei ricordi della gioventù 80. Il remake sebbene si chiami The Karate Kid, è ambientato in Cina ed il protagonista Jaiden Smith impara il Kung Fu dallo strano bidello della scuola il signor Han (Jackie Chan). Ora se già questo sembra decisamente assurdo, aggiungiamo pure che i bulli che anche qui tormentano il protagonista, picchiano come dei dannati, ma sono come lui dei ragazzini di 11 anni! Almeno Daniel aveva 16 anni quando menava le mani coi Kobra Kai, ma qui si esagera davvero: colpi proibiti, sventagliate al rallenty e cattiveria dura e pura. Poi ci credo che i genitori se ne escono con “c’è troppo violenza sugli schermi!”. Dulcis in fundo la trama fa scivoloni imbarazzanti ad esempio con personaggi che presentati come principali, spariscono per non comparire mai più o Jackie Chan che più che il saggio maestro sembra un pazzo esaltato da tenere alla larga col bastone. Troppo brutto per essere vero.

La pantera rosa (2006)

panteraNel 1963 il regista Blake Edwards e l’attore Peter Sellers lanciano con La Pantera Rosa il personaggio dell’imbranatissimo ma stranamente risolutivo Ispettore Jacques Clouseau. In questo primo film il buffo poliziotto francese era intento a sventare il furto del diamante Pantera Rosa ordito dai ladri Charles e George Lytton ai danni della Principessa Dala. Un vero turbinio di gag e risate a non finire esaltate dalla recitazione esagerata di Sellers  hanno permesso a questa pellicola di entrare nella lista del New York Times dei 1000 film migliori di sempre. Lo stesso non si può dire del suo film remake o reboot che sia del 2006. Il nuovo Clouseau interpretato da Steve Martin, insieme al fedele assistente Ponton (Jean Reno) deve indagare sull’omicidio dell’allenatore della nazionale francese e sul successivo furto del suo anello, il diamante Pantera Rosa. Nonostante la bravura del duo Martin/Reno, il primo ottima scelta per impersonare il folle agente francese e l’altro ottima spalla tutta d’un pezzo, è tutto il resto che non va. La sceneggiatura approssimativa non riesce a tenere collegate le infinite gag del film che peccano però di assomigliarsi tutte, finendo per sfociare nella prevedibilità e nella noia. Non basta dunque un look più patinato e la partecipazione come guest star di Beyoncè a rilanciare la saga, ma nonostante il flop pure qui arriva il sequel La Pantera Rosa 2 (2009) . Per i soldi questo e altro.

Una volta quando un regista girava un remake non lo faceva con l’idea di rifare il solito film, ma bensì proponendone la sua personale versione, aggiungendo i propri marchi di fabbrica e stilemi per superare il precedente lavoro. Esempi eccellenti sono: Scarface di De Palma, La Mosca di Cronenberg, The Departed di Scorsese o La Cosa di Wes Craven, tutti dei film remake e pure delle bellissime pellicole, anche migliori delle originali. Oggi invece si girano i rifacimenti (ma anche i reboot ed i sequel) per mancanza di idee e per la presunzione del guadagno facile, a volte incappando pure in gravi perdite monetarie.

Piuttosto che rovinare il nome di vecchi classici, allora è meglio investire in nuovi progetti, anche tremendi o scontati, ma almeno che portino un nome nuovo. E voi che ne pensate, invece?



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