Mercoledi, 13 dicembre 2017 - ORE:21:49

Watchmen: il capolavoro di Moore diventa film


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Watchmen è un film del 2009 diretto da Zach Snyder (300, Il regno di Ga Hoole) ed è la trasposizione cinematografica dell’omonima graphic novel capolavoro di Alan Moore (autore anche di V per Vendetta), pubblicato tra il 1986 e il  1987 in 12 albi.

Eroi comuni – Premessa: chi si aspetta il classico film sui supereroi che salvano il mondo e tutti sono felici e contenti ha sbagliato tutto. Infatti nel mondo di Watchmen gli eroi in costume non sono uomini dotati di superpoteri, tranne una macroscopica eccezione, ma persone comuni che hanno deciso di intraprendere questo mestiere. Il primo gruppo  di essi, chiamato Minutemen, fu fondato nel 1938 ed era composto da poliziotti stanchi di vedere il crimine impunito. Inoltre in Watchmen gli eroi ci vengono mostrati più nel loro aspetto quotidiano e umano piuttosto che in quello dell’azione (decostruendo in parte dunque la figura del giustiziere mascherato convenzionale), andando a sottolineare così le paure, le angosce, le nevrosi, le difficoltà di relazione e i litigi tra i personaggi, dovuti a eventi accaduti in passato. Detto questo la pellicola insieme ai tre Batman di Nolan è probabilmente la migliore trasposizione cinematografica di un fumetto della storia del cinema, e vi assicuro che dopo averla vista non ve ne pentirete.

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Da semplici vigilanti a … – Passiamo adesso alla trama. Il film  è ambientato in un 1985 alternativo dove la presenza dei vigilanti ha alterato il corso della storia portando Richard Nixon ad essere  ancora presidente (in quanto ha evitato lo scandalo Watergate e fatta passare la legge per poter essere rieletto anche dopo il secondo mandato), la guerra in Vietnam ad essere vinta dagli americani e la Guerra Fredda è al suo culmine. Infatti la politica di Nixon di continuare la corsa esasperata agli armamenti ha portato USA e URSS ad un passo dalla guerra atomica che potrebbe mettere fine all’umanità stessa ( fine rappresentata metaforicamente da “L’orologio del giorno del giudizio“). I protagonisti  sono gli ex componenti di una squadra di vigilanti conosciuta come “I Watchmen”. Ex perchè a causa del  Decreto Keene, una legge che sancisce l’illegalità della loro professione, i vigilanti furono costretti a ritirarsi a fine anni ’70.

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Una faccenda molto più grande di loro – La pellicola si apre dunque con l’omicidio di Edward Blake, alias il Comico (ex Watchmen e Minutemen), da parte di un misterioso assassino, che dopo una lotta brutale con l’anziano vigilante,  lo scaraventa giù dal suo attico al ventitreesimo piano di un palazzo a New York. La sequenza che seguita alla morte del Comico è una delle migliori intro di una pellicola mai realizzate. Infatti sulle note della meravigliosa canzone “The times they are a changing” di Bob Dylan scorrono le immagini (con magistrale uso dell’ effetto ralenty) unite ai titoli di testa che ci narrano tutta la storia dei Minutemen e dei Watchmen, attraversando tutti i grandi avvenimenti storici dell’America fino a ricondurci nel presente dove due detective indagano a casa di Blake. Essi non hanno spiegazione per l’omicidio, ma in casa sua trovano elementi che lo collegano alle alte sfere del governo USA, arrivando a capire che la sua morte è una faccenda molto più grande di loro.

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Il Dubbio – Saputo dell’accaduto Rorschach, ultimo dei vigilanti che ancora esercita la sua attività (affetto però da gravi turbe psichiche), si reca sul luogo per indagare personalmente. In camera di Blake scopre un vano segreto in un armadio dove l’uomo conservava i cimeli della sua carriera da vigilante e capisce che Edward era il Comico, giustiziere violento e sadico che nella vita si era fatto molti nemici pure tra i suoi ex compagni. Nella mente del vigilante si insinua un dubbio: e se qualcuno volesse uccidere tutti gli Watchmen? Forse per evitare che intervengano per evitare la possibile guerra nucleare? Paranoie di un disadattato o minaccia reale? Anche senza prove concrete Rorschach si annota tutte le sue ipotesi sul fido diario e si reca ad avvertire per primo colui col quale fece coppia per anni nella lotta al crimine: Daniel Dreiberg, alias Gufo Notturno II.

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La teoria del vigilante – Daniel di rientro a casa da una visita a Hollis Mason, ex Minutemen e primo Gufo Notturno, trova Rorschach ad aspettarlo. Egli spiega a Dreiberg la sua teoria sul killer delle maschere ma Dan è scettico e consiglia all’amico di rifarsi una vita dato che può. Per tutta risposta il vigilante prima di congedarsi lo apostrofa affermando che quella di Daniel è un’esistenza vuota passata a nascondersi in piena luce, rinnegando ciò che è. Dan in cuor suo sa che il suo amico ha ragione. Riconsiderando la teoria del vigilante, il giorno seguente si reca a visitareun altro ex compagno: Adrian Veidt, alias Ozymandias ,ora capitano d’industria di una immensa multinazionale, da sempre considerato l’uomo più intelligente del mondo. Adrian non si cura delle affermazioni di Rorschach ma afferma di essere più preoccupato per il rischio della guerra nucleare, minaccia che neppure il loro ex compagno Dr. Manhattan può affrontare da solo. Dr. Manhattan è “l’eccezione” di cui ho parlato all’inizio.

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Una semidivinità – Jonathan “Jon” Osterman, alias Dr. Manhattan è un fisico nucleare che dopo un incidente in un centro di ricerca sull’energia atomica nel 1959 ha acquisito poteri immensi. Egli è infatti composto da pura energia color blu elettrico, ciò gli permette di modificare a piacimento la materia e gli ha donato anche la capacità di vedere simultaneamente il suo passato, presente e futuro, il dono di teletrasportare se stesso e gli altri, quello di creare copie senzienti e indipendenti della sua persona e poichè fatto d’energia è indistruttibile ed immortale. Fu proprio grazie a lui che l’America vinse in Vietnam e rafforzò ulteriormente la sua forza politica. Questa sua condizione di semidivinità lo ha portato però a perdere col passare del tempo la sua umanità, estraniandosi dal mondo, che vede come una complessa interazione tra particelle elementari, mentre le attività umane gli sembrano astratte e prive di senso. Unica ancora che lo lega ancora al mondo è la sua relazione con Laurie Juspeczyk, alias Spettro di seta II e ultimo ex componente dei Watchmen. Rorschach pur conscio dell’assurdità di comunicare a Manhattan che qualcuno vuole ucciderlo si reca al centro di ricerca Rockefeller, dove il fisico vive con la fidanzata e dove collabora con Veidt per la ricerca su nuovi fonti d’energia pulita.

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Uno spiraglio – Riuscito ad entrare nell’edificio Rorschach viene accolto in malo modo da Laurie e con indifferenza da Jon che non sembra affatto interessato ad ascoltare le teorie complottistiche del suo ex compagno e dunque lo teletrasporta fuori dal centro di ricerca. Laurie nel  frattempo decide di riallacciare i rapporti con Daniel uscendo a cena con lui, poichè la vita con Jonathan è diventata impossibile.

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Il Funerale – Il giorno successivo viene celebrato il funerale del Comico, al quale partecipano tutti i suoi ex compagni tranne Rorschach e Laurie che va in visita dalla madre Sally, ex Minutemen e primo Spettro di Seta, in Florida. Ognuno dei partecipanti alle esequie ricorda momenti che ha vissuto col Comico e il disegno che viene fuori è quello di un uomo cinico, spietato e nichilista, che ha scelto essere una parodia grottesca dell’umanità (l’adozione dello smile come proprio simbolo è emblematica) abbracciando il lato selvaggio dell’uomo. L’unica che sembra avere pietà di Edward è la madre di Laurie, nonostante ai tempi dei Minutemen Blake avesse tentato di violentarla e proprio per questo fu cacciato dal gruppo.

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Le accuse e la fugaRientrata a casa Laurie litiga nuovamente con Manhattan e decide stavolta di lasciarlo per sempre rifugiandosi da Dan, subito prima che Jon si rechi ad uno show televisivo dove dovrà rispondere a domande sul suo conto poste da giornalisti di ogni rivista d’America. Una volta in onda egli viene accusato di fronte a tutta la nazione di aver provocato il cancro alla sua ex ragazza Janie Slater e alle altre persone che rimasero del tempo con lui dopo l’incidente scientifico che lo dotò dei superpoteri. Esasperato dalle accuse e dalle domande incessanti dei giornalisti Manhattan esplode in un urlo di rabbia e fugge dalla Terra trasportandosi su Marte, abbandonandosi ai ricordi della sua genesi (sequenza veramente da brividi per la poeticità) e ad una nuova, solitaria vita sul pianeta rosso.

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Chi è il burattinaio? – Dopo non molto tempo Rorschach viene incastrato per l’omicidio di Moloch, vecchio nemico del Comico che stava tenendo d’occhio pensando che fosse implicato nella sua morte, cadendo in un’imboscata della polizia, mentre  Adrian invece sfugge ad un tentato assassinio nei suoi uffici. Chi c’è dietro a tutto questo? Il killer delle maschere? Oppure qualcosa di peggiore si cela dietro alla morte di Blake e agli altri fatti? Ma soprattutto ora che Dr. Manhattan non è più sulla terra, chi fermerà le superpotenze dall’auto distruzione? Tutto è nelle mani ora di Dan e Laurie che dovranno prendere in mano la situazione per arrivare a risolvere il mistero prima che sia troppo tardi.

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WatchmenL’analisi – Watchmen è sicuramente una pellicola atipica, in quanto pur trattando di supereroi la struttura e il ritmo assomigliano a quelle dei thriller/noir polizieschi. Nonostante ciò, grazie ad una trama complessa ma che cattura l’attenzione dello spettatore, le due ore e mezzo abbondanti del film scorrono più che egregiamente, senza lasciare momenti vuoti nei quali cadere nella noia. Sebbene non moltissime non mancano poi le scene d’azione, caratterizzate da un’elevato tasso di spettacolarità e di violenza, che potrebbero far storcere la bocca ai più impressionabili (un esempio è la sequenza di Rorschach nella mensa del carcere) e che sono forse un po’ più rozze di quelle della graphic novel.

Pur discostandosi spesso dalla controparte cartacea riguardo la trama (opta per un finale più elegante), ne mantiene inalterate le atmosfere, i colori e i dialoghi, con cura quasi maniacale per il rispetto dei dettagli. Difatti la fotografia raggiunge picchi elevatissimi in questo film, insieme comunque all’intero reparto tecnico.

Snyder poi riesce nell’impresa più difficile: riuscire a riportare su schermo la complessità dei personaggi descritti nella Graphic Novel. Il regista infatti sviscera i pensieri, la filosofia e la storia personale di tutti protagonisti, descrivendo ognuno di essi a tutto tondo e lasciando molti spunti interessanti su quali riflettere. Questa non è un’impresa da poco, in quanto la caratterizzazione dei personaggi e i frequenti richiami filosofici erano il punto di forza del fumetto di Moore.

La recitazione è davvero di ottimo livello, pur non ricorrendo ai volti più blasonati dello spettacolo, e svettano sicuramente le interpretazioni di Jackie Earle Haley (un Rorschach riuscitissimo nella sua cupezza), Billy Crudup (un perfetto Dr. Manhattan) e Jeffrey Dean Morgan (un Comico credibilissimo). Inchino infine di fronte alla colonna sonora con pezzi storici degli anni  60, 70 e 80 tra i quali “The Sound of Silence” di Simon e Garfunkel, la struggente Halleluja di Leonard Cohen, la già citata The Times They are a Changin di Dylan e molti altri ancora che ci regalano momenti di grande pathos.

Watchmen

Snobbato dai più, ingiustamente gambizzato da parte della critica e rinnegato da Alan Moore (come tutte le trasposizioni delle sue opere),  Watchmen è un film che merita di essere riscoperto perché miglior pellicola su questa graphic novel non sarebbe potuta riuscire e perché essa è in  in grado di lasciarci qualcosa e di farci riflettere su noi stessi e sulla società. Vi invito quindi a prendervi una serata libera, a sedervi sul divano e  di concedere una possibilità a questo film, che potreste odiare o che vi potrebbe lasciare indifferenti, ma che potrebbe anche lasciarvi con uno sguardo incredulo sul volto e con una voglia smodata di cercare la versione cartacea, vincitrice tra l’altro di un premio Hugo ed unica graphic novel ad essere inserita nella lista di TIME Magazine tra i “100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923 ad oggi”. Scusate se è poco.



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