Domenica, 20 agosto 2017 - ORE:17:28

Robocop: Si può fare di più

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Dici Robocop e subito balza alla mente del pubblico il film cult degli anni 80 di Paul Verhoeven, uno dei masterpiece dell’epoca delle spalline e delle chiome cotonate. Riesco ad immaginare i pensieri dei cultori dell’originale appena saputo che sarebbe uscito un reboot di Robocop “A morte gli infedeli!” con annesse torce e forconi…ma poichè io non appartengo a tale categoria mi sono recato con curiosità alla proiezione di questo remake della saga firmato José Padilha. Verdetto? Non male ma si poteva fare di più…perchè? Adesso vediamo.

Anno 2028

Nel prossimo futuro la multinazionale OmniCorp è la compagnia numero uno nel settore della robotica, specializzata principalmente nel ramo dedicato all’utilizzo militare. I droni OC infatti hanno permesso agli Stati Uniti di vincere numerosi conflitti andando a sostituire quasi completamente le truppe regolari dell’esercito. La tecnologia delle macchine però non è ancora così avanzata da riuscire a vagliare ogni tipo di minaccia e i vari incidenti che hanno coinvolto civili all’estero hanno portato all’approvazione di una legge, la Legge Dreyfuss, varata dall’omonimo senatore, che vieta l’uso dei robot/soldato sul suolo americano.

Il presidente della OmniCorp Raymond Sellars (Michael Keaton) intende trovare una scappatoia per aggirare le restrizioni legislative e l’idea arriva dopo l’ennesimo, sterile dibattito con Dreyfuss: creare un ibrido uomo/macchina. Per riuscire nell’intento ed aumentare  i suoi introiti affida il progetto al Dottor Dennett Norton (Gary Oldman), scienziato brillante ed umano. Nessun soggetto proposto al dottore lo convince appieno fino a quando non incrocia l’agente Alex Murphy (Joel Kinnaman).

Alex, poliziotto integerrimo e amorevole padre di famiglia, sta indagando per incastrare il gangster Antoine Vallon, boss della mala di Detroit, responsabile del ferimento del suo collega e dell’aumento vertiginoso della criminalità. Purtroppo per Murphy, Vallon ha contatti importanti nella polizia che lo mettono al corrente delle sue zelanti indagini. Una sera di rientro a casa dalla moglie Clara (Abbie Cornish) e dal figlio David, il poliziotto rimane gravemente mutilato a causa di una bomba piazzata nella sua macchina.

film di robocop 2014

La nascita di Robocop: un drone combattuto dai sentimenti

Contattata dal Dottor Norton, Clara accetta di far sottoporre il marito all’intervento chirurgico del progetto Robocop. Del corpo umano di Alex restano solo testa, polmoni e mano destra, il resto viene sostituito da un’ipertecnologica armatura e nel cervello viene pure installato un software per l’identificazione dei criminali. Pur sconvolto dalla sua nuova condizione Murphy intende dare il massimo per passare i test dell’esperto di armi pesanti Rick Maddox (Jackie Earle Haley) e tornare dalla sua famiglia ed al suo lavoro.

I sentimenti di Alex purtroppo interferiscono col software rendendolo meno efficiente di un qualsiasi drone già progettato. Per risolvere il problema, pur tremendamente combattuto, il Dottor Norton si vede costretto ad intervenire sul cervello dell’agente rendendolo progressivamente sempre meno umano ma più efficiente, arrivando a perdere pure il contatto con l’adorata famiglia. Robocop supera così tutti i test e viene presentato in pompa magna dal sindaco di Detroit come “la nuova arma contro la criminalità”, pubblicizzato ed osannato anche dal presentatore ipernazionalista e bellicista Pat Novak (Samuel L. Jackson). A Sellars ora non resta che manipolare l’opinione pubblica per aumentare vertiginosamente i suoi introiti ed il sacrificio di Murphy non è nulla in nome del profitto. Nessuno però ha ancora fatto i conti con “l’uomo” dentro la macchina…

robocop locandinaAllora premesso che a me il restyling all black del protagonista non è dispiaciuto (anche se fa un po’ troppo Iron/Batman), Robocop è un gradevole action…ma si poteva fare davvero di più! Allo scorrere dei titoli di coda infatti si prova una sensazione di leggera amarezza, perchè le potenzialità per svettare tra gli action/scifi c’erano tutte, mentre alla fine il film si limita a svolgere il suo compitino di intrattenere lo spettatore.

Una scelta che poteva rivelarsi vincente sarebbe stato di  concentrarsi sulla psicologia e i traumi del protagonista, ma qui lo si fa in maniera confusionaria (e troppo genesi dell’eroe da fumetto). Robocop prima ha sempre tutti i suoi sentimenti umani, poi gli vengono sottratti e infine li recupera con la forza di volontà, ma tutto questo in 5 minuti dei 110 totali, senza alcun genere di approfondimento. E’ ingenuo semplificare così passaggi tanto importanti per la trama.

Lo stesso discorso è applicabile per le scelte del Dottor Norton, soggetto a troppi dietrofront. Troppo tempo poi dedicato alla costruzione e progettazione del super poliziotto e poco invece quello lasciato all’azione nuda e cruda. Le sequenze di combattimento sono ottime e davvero ben realizzate (geniali ad esempio i rimandi al mondo dei videogames), come da tradizione di Padilha, ma sono poche. Il regista doveva forsespingere di più su questo bottone vista la sua spiccata dote artistica. Carine anche se scontate le frecciatine al modello industriale odierno e allo stampa manipolatrice.

cast di robocop

Un cast niente male

Il cast si comporta bene nonostante le incertezze di trama. Buona la prova di Kinnaman come protagonista e molto bene le comparsate di Haley nel ruolo dello sgherro carogna e di Jackson in quello del giornalista invasato (il parruchino alla Emilio Fede è di gran stile). I migliori risultano però Keaton, ottimo capitalista senza scrupoli e Oldman nei panni del combattuto Dr. Norton.

Tecnicamente nulla da dire, bella la fotografia e buona l’implementazione degli effetti speciali con una CG più che convincente, soprattutto nelle parti concitate come le sparatorie.

Peccato per questo Robocop, le basi per un rilancio in grande stile del marchio c’erano tutte, ma il prodotto finale è intaccato da questi difetti piuttosto ingenui che ne minano la qualità. Alla fine dei conti è un buon action per passare la serata, che sa, però, di occasione sprecata.



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