Sabato, 29 aprile 2017 - ORE:01:11

Tutto quello che non sapevate su Twin Peaks

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Twin Peaks e la televisione postmoderna

Abbiamo già ribadito più volte quanto Twin Peaks si sia rivelata una vera e propria innovazione per la televisione, ma analizzando un po’ più dettagliatamente la sua sceneggiatura possiamo anche dire il perché.
Fino a quel momento il pubblico poteva solo godere di serie televisive di un genere specifico. Gli spettatori sceglievano qualcosa da guardare perché sapevano cosa aspettarsi da quel programma, ma quando andò in onda il primo episodio di Twin Peaks il pubblico d’oltreoceano si trovò difronte ad una storia ibrida, in cui il poliziesco incontrava la soap opera e l’horror si arricchiva di dettagli surreali propri della science-fiction. Il fatto che ad una scena romantica segua una sequenza onirica è uno dei motivi principali per cui non si può guardare Twin Peaks senza essere confusi e senza sentire un’impellente bisogno di proseguire nella visione con un altro episodio.

In tutta la serie e nel prequel cinematografico, ovvero Fuoco cammina con me, sono presenti svariati cameo ed improvvisazioni. Per fare un esempio, basta pensare al personaggio Gordon Cole, che venne interpretato dallo stesso Lynch, dopo che dovette registrare la voce di questo collega dell’agente Cooper e per problemi tecnici fu costretto ad urlare nell’apparecchio (da questo il tratto comico del personaggio riguardante il suo udito scarsissimo). Anche il secondo autore, Mark Frost, è comparso in un episodio, vestendo i panni di un giornalista. Nel prequel invece compaiono il figlio di Lynch, interpretando il figlio della signora Tremondo, David Bowie e Chris Isaak, che interpretano due agenti dell’FBI.

Colonna sonora e musiche

Oltre alla sigla, di cui abbiamo già parlato, gran parte della colonna sonora della serie e del prequel è stata composta da Angelo Badalamenti, grande amico del regista. Ma, sorvolando le catartiche melodie che accompagnano le vicende degli abitanti della claustrofobica cittadina di frontiera, nella serie sono presenti anche molte canzoni che tornano più e più  volte nel corso degli episodi, a volte in off-screen e altre volte attraverso piccole performance dei personaggi. Ricordiamo ad esempio Mairzy DoatsGet HappyGetting to Know You Singin’ in the RainThe Surrey with the Fringe on Top, tutte canzoni anni cinquanta che hanno contribuito a rendere Twin Peaks un incontro tra gli anni cinquanta e gli anni novanta.

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Accoglienza e critica

Il profilo innovativo della serie fece sì che il responso del pubblico fosse positivo fin dalla messa in onda del pilot, ma ci furono anche alcune voci fuori dal coro, come quella di  William Link che disse

Se questa è televisione rivoluzionaria, preferisco la versione classica.

Basta poi cercare un po’ su Google tra le critiche per veder comparire come funghi commenti su forum e blog di spettatori che si dividono in due fazioni: orribile e meraviglioso.
I gusti non vanno rinnegati, ma nemmeno il talento di un autore che negli anni ha dato prova di avere capacità tecniche indiscutibili e di saper dare ai propri film un’impronta particolare, che li distinguono dalla produzione massiccia degli ultimi decenni.

bad bloodProprio per questo forte impatto che ha avuto su tutti gli spettatori si può intravedere in più ambiti artistici l’influenza della serie.  Altre serie TV hanno avuto vita grazie alle innovazioni portate da Twin Peaks al mondo della televisione e tra le più importanti possiamo trovare X-Files e Lost. Nel mondo della musica troviamo un esempio che potrà interessare molti ragazzi, visto che è proprio una delle band più quotate del momento a far riferimento in più modi e situazioni alla cinematografia di Lynch. Parliamo dei Bastille. Il frontman, Dan Smith, ricorda il regista con i suoi capelli antigravità e i testi delle sue canzoni che fanno spesso riferimento alle vicende della serie tv. Una canzone molto famosa prende il nome della protagonista di Twin Peaks, ovvero Laura Palmer, ma anche la copertina stessa del loro album di esordio è un chiaro riferimento a Strade perdute, film di Lynch.



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