Giovedi, 21 settembre 2017 - ORE:08:51

This must be the Place, un perfetto connubio Sorrentino-Penn

this must be the place

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This Must be the Place è un film delicato e allo stesso tempo profondo

Cheyenne è quella che si può definire una rock star in pensione. Vive in Irlanda e gode ancora di un’ottima situazione economica, ma la sua vita è velata da una depressione quasi impalpabile che egli affronta con sarcasmo. Una volta venuto a conoscenza della morte del padre si reca a New York. Qui viene a sapere di una questione irrisolta che il padre aveva con un ufficiale nazista che lo aveva umiliato in campo di concentramento e decide di riprendere la ricerca del padre che la morte aveva interrotto.

penn

Attraverserà gli Stati Uniti trascinando un trolley e le sue questioni in sospeso, fino a giungere alla radice del problema.
Paolo Sorrentino dirige Sean Penn in una delle sue migliori interpretazioni.
I due si conobbero al festival di Cannes, quando Paolo presentava il Divo e Sean era a capo della giuria. Decisero che in un futuro non troppo lontano avrebbero collaborato e questo ha stimolato molto la mente del regista che poco dopo ha iniziato la stesura, insieme ad Umberto Contarello, di questa sceneggiatura ispirandosi alla figura di Robert Smith, frontman dei Cure.

corine

Una delle curiosità che ci lasciano comprendere quanto per il regista fosse importante questo film è il fatto che nella sua mente il film era già stato girato, montato e proiettato, e che i ruoli fossero già stati affidati a particolari attori. Ad esempio, la moglie del protagonista, June, doveva essere Frances McDormand e il regista disse all’attrice che avrebbe reso il protagonista vedovo se lei non avesse accettato il ruolo.

Il protagonista e la creazione di un personaggio tanto eccentrico

Cheyenne non è un personaggio comune. A cinquantun’ anni si veste ancora come quando il suo gruppo era di moda, si trucca ancora come allora e gioca a pelota in una piscina vuota.
Con la sua vocina, idea geniale di Penn per la caratterizzazione del personaggio, dispensa consigli su come fissare il rossetto ad alcune donne appena incontrate e cerca di combinare coppie tra adolescenti disadattati.

sean penn

Anche qui si riflette sul tema ricorrente di tutti i lavori di Sorrentino: la vita.

Chi ha seguito il regista in tutte le sue fasi creative sa benissimo quanta attenzione riponga nel cercare, attraverso i suoi personaggi e le loro storie, di creare un mosaico ricco di sfumature che possa raffigurare, nel suo insieme, il senso della vita.

Da ciò deriva la vena malinconica e quasi pessimistica dei suoi film. Dai personaggi trapela insoddisfazione, nostalgia ed inquietudine, ma nei finali si raggiunge sempre una catarsi emotiva, una tregua.

Il legame che c’è tra il titolo e la colonna sonora

Il titolo del film è anche il titolo di una famosa e bellissima canzone dei Talkin Heads, il cui ritornello è:

And you’re standing here beside me/I love the passing of time/Never for money/Always for love /Cover up and say goodnight . . . say goodnight/Home – is where I want to be/But I guess I’m already there/I come home – she lifted up her wings/Guess that this must be the place

Nella colonna sonora del film sono presenti altre due versioni della canzone, una di Gloria e una di Trevor Green. Il resto dei pezzi che accompagnano il film sono di artisti meno conosciuti, ma comunque molto belli.

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