Giovedi, 17 agosto 2017 - ORE:21:08

The giver – Il Mondo di Jonas

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La recensione di The giver

Lois Lowry pubblica nel 1993 un libro in cui propone ai suoi giovani lettori un futuro prossimo in cui la società mondiale è suddivisa in comunità, l’una isolata dalle altre, in cui risiedono individui immemori del passato, della loro storia e di quella del mondo, e sono privati di ogni tipo di emozioni attraverso iniezioni mattutine e una rigida educazione. Arrivati all’età di dodici anni, ogni membro della società riceve un ruolo che dovrà ricoprire per sempre.  Jonas, che non è mai riuscito ad uniformarsi al grigiore che lo circonda, viene  designato come futuro custode delle Momorie. La sua predisposizione si rivelerà essere una maledizione quando dovrà fare i conti con tutto ciò che è stato negato alla memoria della sua comunità e con una difficilissima scelta.

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Con una trama del genere non si può fallire, ma Phillip Noyce è riuscito ad aggiungere qualcosa in più alla storia semplicemente evidenziando gli aspetti fondamentali di questa. Possiamo quindi dire che questo film non è uno di quelli che può essere definiti “deludente rispetto al romanzo”, perché è fedele alla storia e al suo messaggio. Basta pensare alla fotografia, curata da Ross Emery, che riesce a determinare una vera e propria identificazione dello spettatore nei vari personaggi che prendono parte alla storia. Un bianco e nero molto gradevole, dai contrasti netti ma non forzati, lascia il passo a una seppia che pian piano va saturandosi, svelando colori e luci, fino ad arrivare ad un’immagine piena di colori vivi e intensi.

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Un’interessante confronto potrebbe essere quello con un altro film molto recente, Divergent, per quanto riguarda le interpretazioni delle due antagoniste, interpretate da due grandissime attrici: Kate Winslet, in Divergent, e Maryl Streep, in The Giver. Mentre l’interpretazione della Winslet si è rivelata in poche scene una semplice trovata per valorizzare un film oggettivamente poco interessante, quella di Maryl Streep ha rivelato un vero interesse dell’attrice per il ruolo, che ha interpretato con la sua solita eleganza, magari attingendo a qualche ricordo del film Il Diavolo Veste Prada.
Sorvolando il capitolo Jeff Bridges, perché solo dubitare dell’intensità di una sua interpretazione varrebbe come bestemmia per un qualsiasi cinefilo o appassionato, dedichiamo due parole al protagonista. Brenton Thwaites, recentemente visto nei panni di Filippo in Maleficent, ha interpretato Jonas con la necessaria ingenuità e delicatezza, senza però rinunciare ad un’altrettanto necessaria forza ed espressività.

Possiamo quindi  promuovere The Giver con una più che sufficienza –si torna tra i banchi ed è più che lecito trasporre questo linguaggio in ambiti diversi, no?- sperando che il successo di questo film incoraggi le produzioni a portare in sala anche i successivi capitoli della saga.



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