Domenica, 22 ottobre 2017 - ORE:21:06

Squatters: un dramma con più buchi nella trama di un formaggio emmental

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Diciamolo subito. Squatters è un dramma a sfondo romantico per un pubblico giovane con più buchi nella trama di un formaggio emmental

Regia: Martiz Weisz
Cast: Gabriella Wilde, Luke Grimes, Richard Dreyfuss, Thomas Dekker
Titolo originale: Squatters – Ottengono sempre quello che vogliono

Pur commercializzato nella sola versione in Dvd, Squatters pare abbia raggiunto in questi giorni anche il pubblico italiano.

Vediamo quindi di che cosa tratta questa pellicola che tra i suoi interpreti vanta anche il buon Richard Dreyfuss, ai più noto per la sua parte nel primo Jaws (Lo Squalo) di Steven Spielberg, ma che ha partecipato a circa 100 film nella sua lunga carriera.

Squatters narra la storia di due ragazzi di strada, o meglio di due homeless, Jonas Trumball e Kelly Tanner (interpretati da Thomas Dekker e Gabriella Wilde) che nella soleggiata Venice sopravvivono tra piccoli furti e imbrogli, dormendo per strada e vivendo alla giornata.

Girovagando per la città, un giorno Jonas scopre una bella villetta con tanto di terrazzino vista mare da urlo, e ascoltando una conversazione tra la padrona di casa e la domestica riesce a carpire il codice segreto dell’allarme e a sapere che i padroni di casa, i Silverman, stanno per partire per le vacanze, avendo poi la “geniale” idea di fermarsi da loro per qualche giorno, approfittando di lusso e confort mai provati finora.

Jonas porterà ovviamente con sé la bella Kelly (che vedremo infatti fiorire per la prima volta in tutta la sua bellezza dopo essersi fatta un bagno, di cui aveva evidentemente davvero bisogno, a giudicare dall’acqua nera nella vasca), e i due proveranno cosa vuol dire essere ricchi, usando i vestiti della coppia e dopo aver ripulito per bene anche la loro cassaforte, se ne andranno anche a cena con la Porsche della famiglia Silverman in un bel locale di lusso.

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Se Jonas farà di tutto per spolverare per bene la casa di ogni suo avere, al contempo Kelly si metterà a guardare i video della famiglia Silverman, avendo vissuto sempre in un orfanotrofio e sentendo la mancanza di una famiglia vera e propria.

Il problema è che le cose belle non durano per sempre e presto la famiglia vacanziera rientrerà a casa, costringendo la giovane coppia di squatters a svignarsela, con i soldi e i gioielli rubati, che Jonas cercherà di rivendere insieme alle Porsche anch’esse rubate, entrando in contatto con un ricettatore molto pericoloso.

Il film in realtà serba altre sorprese, visto che dopo il ritorno della famiglia Silverman la storia prenderà una nuova inaspettata piega, che non sarò certo io a rivelarvi.

A proposito di rivelazioni, il mio suggerimento è di non guardare il trailer, non so come abbia potuto concepirlo, si tratta in pratica di un fast forward a riverso di tutto il film, uno spoiler galattico, completamente dannoso e che neanche dà un ‘idea completa del film, complimenti davvero a chi l’ha ideato, che geni devono essere.

Tornando al film, che strizza l’occhio in particolare a un pubblico giovane, le belle musiche da sottofondo e qualche intelligente trovata del regista, fanno sì che la trama sia scorrevole, e pur non presentando in realtà nulla di nuovo, ma ispirandosi per esempio (fino a un certo punto e molto blandamente) a pellicole come The Bling Ring di Sofia Coppola, Squatters non dovrebbe comunque annoiare chi deciderà di vederlo, specialmente se riuscirà a sorvolare sui tanti piccoli difetti del film.

Eccone qualcuno:

– Jonas, anche nella versione homeless, ha le sopracciglia depilate, ed è troppo curato per poter impersonare anche lontanamente qualcuno che vive in strada e senza casa.

– Per quanto riguarda l’abbigliamento, pare piuttosto che i due ragazzi facciano compere ad H&M piuttosto che vivere in strada.

– I due personaggi principali non vengono sviluppati a dovere, o meglio non vengono sviluppati in alcun modo.

– La storia, che come dicevamo scorre abbastanza bene, presenta comunque diversi punti poco credibili (Jonas che riesce ad aprire la cassaforte per esempio) e molte forzature, il che ripeto non vuol dire che la pellicola non riesca persino ad offrire momenti di tensione, ma il tutto è troppo approssimativo.

Mancanza di veridicità nella storia (e qui si potrebbe scrivere molto, cosa che questo film non merita, quindi vi prego di fidarvi sulla parola).

Infine citiamo le note positive, nei panni di uno dei due padroni di casa derubati, per essere precisi di David Silverman, troviamo Richard Dreyfuss, che pur sapendo recitare, con il suo contributo non cambia la sorte di questo film (ma credo nessuno ne sarebbe stato in grado).

In conclusione un film ben lontano dall’essere di qualità, che per un pubblico giovane e senza grandi pretese potrebbe rappresentare un’opzione passabile, mentre per tutti gli altri, certamente meglio astenersi dalla visione.

Voto: 4 e mezzo



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