Giovedi, 17 agosto 2017 - ORE:21:09

Riddick: Ritorno alle origini

Riddick

Riddick
Riddick è un film d’azione del 2013 diretto da David Twohy e terzo capitolo dedicato al leggendario criminale Richard B. Riddick. Ben nove anni sono passati da quel The Chronicles of Riddick che portò più dolori che gioie al protagonista della serie,Vin Diesel. La saga del ricercato spaziale sembrava destinata dunque all’oblio, ma il buon Vin non ci stava ad abbandonare il personaggio che lanciò la sua carriera d’attore con quel piccolo gioiellino scifi chiamato Pitch  Black. Diesel e Twohy ripartono dunque dalle origini della saga per la sua rifondazione, recuperando le atmosfere cupe, scure e selvagge che tanto piacquero nel primo capitolo, ma il salto nel passato forse è stato fin troppo profondo.

Riddick e il ritorno al pianeta d’origine

Un oscuro tormento attanaglia il signore dei Necromongers Riddick (Vin Diesel), un desiderio bruciante che mai prima d’ora aveva provato: rivedere il suo pianeta natale, Furya. Nessuno però ne conosce l’ubicazione , in quanto cancellato misteriosamente dalle mappe. Nessuno tranne l’ambizioso Lord Vaako (Karl Urban). Il furyano è costretto a fidarsi della parola del rivale che lo fa condurre sull’agognato pianeta. Purtroppo come sospettava quel mondo desolato non è il suo e le sue guardie del corpo si rivelano essere sicari al soldo di Vaako. Nonostante le eccezionali doti di combattente, Riddick esce sconfitto dallo scontro precipitando rovinosamente da una rupe.

Miracolosamente sopravvissuto alla caduta ma gravemente ferito, il guerriero medita fin da subito vendetta contro i suoi aguzzini. Prima però deve riuscire a curarsi e a sopravvivere al selvaggio mondo sul quale è stato abbandonato e a trovare un modo per lasciarlo. Mentre lotta contro il clima ostile e i feroci predatori che popolano il pianeta, Riddick si interroga su cosa l’abbia indotto a commettere un così grossolano errore di valutazione della minaccia che incombeva da tempo. Comprende infine che è stata la “civilizzazione” a renderlo debole e per poter affrontare di nuovo i suoi avversari deve riabbracciare il lato selvaggio e animalesco che lo aveva reso la macchina assassina perfetta, il ricercato numero uno della galassia.

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Dopo mesi di pellegrinaggio in lungo ed in largo nel deserto, il furyano incappa in quella che potrebbe rivelarsi la chiave per lasciare l’arido mondo: una stazione di mercenari abbandonata. Da essa dirama infatti un messaggio che avvisa tutti i cacciatori di taglie del settore della sua presenza sul pianeta per attirare una squadra, eliminarla ed impossessarsi della loro navetta per scappare. Il messaggio però attiva non una ma ben due gruppi di soldati di ventura decisi a catturare il super ricercato. Come se ciò non bastasse una terribile tempesta si avvicina all’orizzonte, ma non è dell’acqua o dei fulmini che ci deve preoccupare. Il tempo stringe dunque e se Riddick vuole vincere dovrà ricorrere a tutta la sua forza ed astuzia, fondendosi di nuovo con il suo elemento naturale: il buio.

Quali sono i limiti, se vogliamo, di questo film?

Tolto il dente tolto il dolore come si suol dire, quindi diciamo subito cosa non va in questo film: la trama. Infatti oltre al fatto che ammalapena sono accennati i riferimenti ai precedenti capitoli, lo spettatore percepisce una strana sensazione di deja vù. Troppe in effetti sono le somiglianze con Pitch Black, tanto da non lasciar comprendere se la pellicola sia davvero un sequel e non invece un reboot od un remake. La soluzione all’enigma c’è ma è davvero dura da decifrare: qui ci troviamo di fronte ad un episodio di rilancio della saga, primo episodio di una nuova trilogia (o quadrilogia, chi lo sa?) come lascia intendere il finale. Troppa davvero però la confusione lasciata nel pubblico. Se la trama traballa però il fulcro del film, ovvero l’azione, regge più che bene. La noia non è un problema quindi, grazie ad ottime scene di combattimento animate da belle coreografie. Il ritmo è sempre alto dunque e anche nelle scene più “tranquille” l’attenzione dello spettatore non cala.

Un Riddick silenzioso e letale

Riddick locandinaSul piano recitativo poi il cast non stecca, i mercenari pur non brillando per personalità e dialoghi funzionano quanto basta dato che il film lo fa come sempre il suo protagonista. Vin Diesel ritrova il miglior Riddick, silenzioso e letale ma anche pronto alle sue caustiche battute di humor nero. Il ritorno alle origini per la parte di Diesel è stato in effetti una buona scelta.

Un film d’azione studiato bene ma la trama…

Tecnicamente il film è di alto livello con una buona regia, un’ottima fotografia e un sapiente uso della tecnologia Imax che rende vivo e credibilissimo il mondo in cui si muove il ricercato spaziale. Efficaci infine anche le musiche.

Riddick è dunque un action divertente e tecnicamente ben fatto, ma sfortunatamente a causa della discutibile scelta di trama perde diversi punti e non si può non dire che una certa delusione di fondo rimanga una volta che scorrono i titoli di coda. Azzardo fatale o colpo geniale? Solo il futuro ora ci dirà se tale operazione gioverà o metterà fine al  futuro dell’assassino dagli occhi cerulei.



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