Mercoledi, 1 marzo 2017 - ORE:18:49

Recensione Mad Max: Fury Road


Recensione Mad Max

 

Sull’onda dei remake e dei reboot, torna Mad Max. Siamo a trent’anni di distanza dall’ultimo capitolo, alla regia il creatore della George Miller. Nonostante un certo scetticismo accompagnasse l’uscita del film, con grande sorpresa di pubblico e critica Mad Max: Fury Road si è rivelato un ritorno travolgente per il personaggio che lanciò la carriera di Mel Gibson e che adesso ha invece il volto del talentuoso Tom Hardy.

Trama Mad Max: Fury Road

In un futuro post apocalittico Max Rockatansky (Tom Hardy) è un ex poliziotto tormentato dal suo passato e per questo ridotto a vagare da solo per le lande aride e selvagge.

Durante il suo vagabondare per il deserto Max viene catturato dalla tribù dei Figli di Guerra, esaltati guerrieri dalla pelle pallida figli del tiranno Immortan Joe (Hugh Keays-Byrne). Joe è il dispotico sovrano di un regno nato lungo la Fury Road che governa come un dio – re controllando i rifornimenti d’acqua della la sua popolazione.

Max etichettato come “donatore universale” finisce con l’essere usato come sacca di sangue per il figlio di guerra Nux (Nicholas Hoult) che come gran parte dei suoi fratelli fa parte di una generazione malata destinata però ad essere sostituita presto da una nuova grazie alle ultime 5 mogli di Joe: giovani, sane e fertili.

Il piano del despota però non prevedeva la ribellione di Furiosa (Charlize Theron) la sua combattente prediletta che alla guida di un autocisterna corazzata, invece di recuperare il carburante dalla vicina Gas Town devia dalla Fury Road verso territori sconosciuti con a bordo le spose nel tentativo di metterle in salvo dal loro triste destino.

mad max:fury road

Scoperto il tradimento Joe mobilita tutti i suoi figli compreso il gigantesco primogenito Rictus per vendicarsi dell’infedele Furiosa. Parte così un delirante inseguimento nel quale pure Max finisce coinvolto, agganciato al bolide di Nux per un trasfusione estemporanea.

Nella disperata e adrenalinica lotta per riacquistare la propria libertà (e forse la redenzione) il guerriero solitario finirà con l’allearsi insieme alla temeraria Furiosa ed altri improbabili personaggi, ma in questo mondo dominato dalla follia solo i più pazzi sopravviveranno…

Analisi e commento di Mad Max: Fury Road

mad max: fury roadCon Mad Max:Fury Road George Miller ha dato prova al mondo di cosa significa dare senso a un reboot. Quest’ultimo lavoro infatti non snatura minimamente l’universo punk/postapocalittico del cult anni 70/80 anzi in questo capitolo raggiunge vette di stile estreme, ma allo stesso tempo è perfettamente conforme ad un prodotto action del terzo millennio, fissandone addirittura un nuovo standard. Se film come Fast and Furious avevano raccolto l’eredità di questa saga per quanto riguardava gli scontri tra veicoli lanciati a manetta, Fury Road arriva per riprendersi lo scettro di re degli action su ruote e ci riesce appieno, raggiungendo l’apoteosi di questo genere. Gli infernali combattimenti di Mad Max sono un miscuglio di tanti ingredienti: battaglie navali, inseguimenti alle diligenze e battaglie tribali che esplode in un tripudio di piombo, fuoco, sabbia e sangue del quale non si è mai sazi. Due ore di delirante godimento.

Ottima regia dunque ma altrettanto si può dire del cast. Il Max di Tom Hardy è più tormentato, spietato e rude di quello di Gibson e l’attore britannico si dimostra ancora una volta una certezza. Ancor più brava però e forse anche vera protagonista del film è la fantastica Charlize Theron che nei panni della formidabile guerriera Furiosa è artefice di una prova recitativa intensa e fisicamente spossante. Molto bene anche il gruppo delle mogli tra le quali spiccano la stupenda Rosie Huntington-Whiteley (copratagonista in Transformers 3) e Zoë Kravitz, figlia del celebre cantante.

Perfettamente nella parte anche il giovane Nicholas Hoult nella parte del folle figlio di guerra Nux e lo stesso vale per il veterano Byrne/Immortan Joe di nuovo nel ruolo dell’antagonista dopo esserlo stato nel primissimo Mad Max del ’79. Infine piccolo ma ben interpretato cammeo per Megan Gale nel ruolo della combattente Valchiria.

Tecnicamente e stilisticamente imponente Mad Max: Fury Road è un grandissimo action movie nel quale tra un esplosione e un balzo furioso si trova anche il tempo per trattare con intelligenza argomenti come la crisi energetica e quella delle risorse prime (mai come ora argomenti tanto sensibili) e la lotta contro la mercificazione della figura della donna, senza però ammorbare lo spettatore. Tutti davano del pazzo a Miller perché era impossibile riesumare questo brand ormai vecchio e stantio ma come dice la tagline del film “Il mondo è dei folli”…



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