Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:05:28

Quattro film per capire cosa sia la solitudine

solitudine

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Una classifica di 4 film per capire la solitudine

Questa classifica è per tutti quelli che, almeno una volta nella vita, si sono sentiti soli. Per tutti che si sono rinchiusi in casa per giorni, per tutti quelli che, cambiando paese e città, si sono ritrovati a mangiare panini su panchine solitarie, per tutte le persone che, una volta finita una storia in cui credevano, si sono guardate intorno pensando: E adesso?!
Questi film non potete assolutamente perderveli se, almeno una volta nella vita, avete sperimentato sulla vostra pelle quanto possa essere difficile e amara la solitudine.

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A single man

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regia di Tom Ford (2009) tratto dal romanzo di Cristopher isherwood: “Un uomo solo”. L’ultimo giorno di vita di un professore americano, omosessuale, distrutto per la morte di un compagno. Grandissima interpretazione di Colin Firth, una Julianne Moore tragica come un’eroina greca.
Una storia si dipana come una parentesi dentro un’esistenza segnata dalla solitudine, una felicità che appare solo occasionalmente. George (Colin Firth) osserva tutto sempre come spettatore, mai come protagonista, si trascina dietro il suo bagaglio fatto di delusioni e mancanza.

non lasciarmi

Non lasciarmi

Film di Mark Romanek (2010) tratto dall’omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro. Spiccano le intepretazioni di Keira Knightley e Carey Mulligan. Un gruppo di giovani, in un futuro distopico, che potrebbe essere il presente, vengono cresciuti ed educati in un bellissimo college della campagna inglese, completamente isolati dalla realtà che li circonda, il loro destino è quello di essere utilizzati, una volta raggiunta la maturità, come “ donatori” :questi ragazzi infatti sono cloni creati in laboratorio per essere utilizzati per salvare la vita degli uomini malati. Un racconto malinconico in cui emergono piano piano tutte le paure di questi ragazzi, il loro bisogno di riscatto e la loro profonda umanità. Personaggio d’eccezione Ruth (Keira Knightley) mentre tutti intorno a lei cercano di consolarsi, di trovare rifugio l’uno nell’altro, lei rimane in disparte, esclusa, incapace di arrendersi al destino.

3

Stella

Regia di Sylvie Verheyde (2008) Siamo nel 1977, Stella ha dieci anni e vive in un sobborgo parigino insieme ai genitori, proprietati di un bar, che non prestano molta attenzione alla piccola. Stella vive traquilla fra gli avventori del bar, gioca a calcio e osserva tutto con grandi occhi curiosi. La situazione si complica quando viene ammessa in una prestigiosa scuola della “Parigi Centro”, da quel momento dovrà fronteggiare compagni e compagne di classe spocchiosi, anngherie continue, professori che non credono nelle sue capacità. Non ha amici Stella, continua a vagare inerme nella sua esistenza, osservando sempre ogni cosa, ma perdendo sempre più il disincanto.

4

Mysterious skin

di Greg Araki (2004) Due bambini: Neil ( Joseph Gordon Levitt) e Brian subiscono abusi sessuali dal loro allenatore di baseball dopo gli allenamenti, partendo da questo fatto, il film indaga il loro diverso modo di reagire dopo queste violenze. Brian dimentica tutto, Neil, invece, ricorda ogni istante e ogni particolare, soffoca il dolore conducendo un’esistenza aberrante e priva di aspettative, abbandonandosi a situazioni squallide e umilianti. Quando le loro strade convergono nuovamente la situazione si fa più difficile, lasciarsi alle spalle l’orrore che ha devastato la loro infanzia non è per niente facile.
La frase: “Dove la gente normale ha un cuore, Neil Mccormick ha un buco nero senza fondo e se non ci stai attento ci puoi cadere dentro e perderti per sempre”



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