Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:05:29

Il Sospetto

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Il Sospetto

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 Thomas Vinterberg ci mostra come nasce e cresce Il sospetto

Lucas è un maestro d’asilo con alle spalle un divorzio che lo tiene lontano da suo figlio adolescente Marcus.
Ha un ottimo rapporto con i bambini, soprattutto con Klara, la figlia del suo migliore amico. Basterà un bisticcio a mettere in moto la fantasia della bimba che con poche parole “stupide” riesce a rovinare la vita di Lucas.

Il film è stato scritto e diretto da Thomas Vinterberg, autore già noto agli appassionati poiché aderì, insieme a Lars Von Trier al movimento Dogma 95. Dopo Festen, che fu premiato dalla giuria di Cannes nel 1998, abbandona quest’impronta cinematografica per dedicarsi alla regia di Le forze del destino, interpretato da Sean Penn. Questi sono stati i suoi progetti più ambiziosi che hanno preceduto Il Sospetto.
Tecnicamente il film è un’ottima produzione. Come tutte le pellicole drammatiche scandinave dell’ultimo decennio ha una bellissima fotografia, a cura di Charlotte Bruus Christensen, e una colonna sonora delicatissima ed incalzante, merito di Nikolaj Egelund. Anche il montaggio ha la sua importanza in questo film, perché è ciò che rende il soggetto coinvolgente ed evita che il film, poiché drammatico, finisca con l’essere troppo lento; il merito va a Janus Billeskov Jansen e Anne Østerud.

sospetto

Non vi parliamo di un film semplice. La pedofilia è la tematica sfruttata per esplorarne un’altra: il giudizio della società. Il sospetto non è un sentimento semplice o giustificabile, perché, come il dubbio, si insinua nella mente e crea preoccupazione ed angoscia.
In questa pellicola vengono affrontate le conseguenze catastrofiche per un individuo che derivano dall’ambiguità dell’innocenza dei bambini e dalla cieca fiducia che gli adulti riversano nelle loro parole; ma si evidenziano anche i legami tra i vari personaggi che, nonostante la diffidenza della gente, rimangono saldi e consentono a chi è vittima di una menzogna di non sprofondare nel baratro della solitudine e della depressione.

Il protagonista è interpretato da Mads Mikkelsen, noto al grande pubblico soprattutto per aver interpretato il famoso psicologo cannibale nell’ancora serie tv Hannibal, che è stato premiato nel 2012 al Festival del Cinema di Cannes per la miglior interpretazione maschile. Effettivamente non c’è niente da obiettare, perché in questo film è riuscito a dare il massimo senza strafare o ricorrere a luoghi comuni in questo tipo di ruoli. Molte sono le scene che restano impresse nella mente dello spettatore per l’intensità del suo sguardo o per la fragilità che l’attore ha condiviso con il suo personaggio.

Il sospetto compete a pari merito con La grande bellezza

Riguardo il confronto con La grande bellezza, bisogna essere sinceri ed ammettere che questo film ha un grosso impatto emotivo sullo spettatore grazie all’ottima regia e al soggetto che non può far a meno di suscitare riflessioni attente. Resta di fatto, però, che La grande bellezza (di cui potete leggere un’attenta analisi qui) è un film dal forte impatto visivo e dal soggetto apparentemente retorico, ma che stimola molto chi ne è catturato a trovarne un senso, divagando in riflessioni di varia natura.
Insomma, sarà una bella gara!



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