Sabato, 29 aprile 2017 - ORE:01:21

Il passato, difficile da dimenticare, di Asghar Farhadi

Asghar Farhadi

Asghar Farhadi

Un vetro che divide due persone, un uomo e una donna, provano a parlarsi ma il cristallo impedisce la comunicazione, solo con gli occhi sembrano comunicare.

Asghar Farhadi mette in scena distanze incolmabili

Così inizia il nuovo film di Asghar Farhadi “Il passato”, una pellicola dalla trama complessa che affronta una tematica difficile e delicata come la difficoltà di andare avanti quando dietro alle spalle abbiamo vicissitudini pesanti che continuano a ripresentarsi nella vita di ogni giorno.

Marie -una splendida e naturale Berenice Bejo, già presente in “The Artist”, che con questo film si è meritata il premio per la migliore interpretazione femminile al festival di Cannes del 2013- e Ahmad (Ali Mosaffa) devono solo firmare le carte di formalizzazione del loro divorzio. Entrambi si sono rifatti una vita: lui è tornato a vivere in Iran, lei, rimasta a Parigi, vive con le due figlie avute dal primo matrimonio, ha una complicata storia d’amore con Samir, rimasto con il figlio dopo il fallito tentativo di suicidio della moglie, adesso in coma.

Marie ha chiamato Ahmad non solo per il divorzio ma anche per ricevere un aiuto con la figlia più grande, Lucie, divenuta intrattabile ed enigmatica. Tuttavia la situazione evolve in maniera drammatica, tutti i protagonisti vedranno emergere segreti del proprio passato che renderanno tutto più difficile.
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Un film che rappresenta una condizione diffusa

Questa è la trama  di “Il passato”, un film che è quasi un’opera d’arte, non sfocia mai nel banale e non annoia grazie ai continui colpi di scena riguardanti la vita dei protagonisti, che il regista semina con arte magistrale nell’intreccio della storia. La pellicola non narra semplicemente della fine di un matrimonio e del difficile rapporto tra genitori e figli, ma approfondisce soprattutto la psicologia dei personaggi.

Il passato non è solo quello di Marie, di Ahmad, di Samir o di Lucie, il loro viene usato solo come un esempio della condizione generale di tutti. Spesso siamo sovrastati da quanto è accaduto nel corso della nostra vita, perché è effettivamente difficile dimenticare storie e rimuovere avvenimenti in maniera semplice, come se non ci fossero mai stati. I luoghi claustrofobici e con poca luce, in cui i personaggi si muovono sembrano essere la rappresentazione allegorica della condizione dei protagonisti, mai liberi di lasciare andare ciò che hanno provato e vissuto e che inevitabilmente ha condizionato le loro scelte e la loro vita.

Comunicazione bloccata, inesistente, tra le stanze disordinate della casa di Marie

Le-Passe-Sono stanchi, i personaggi di Farhadi, fisicamente e mentalmente, spenti, come se il passato allungasse i suoi artigli sulla vita presente e sulla vita futura, non lasciando via di scampo, non lasciando sprazzi di luce o speranza. Tutto nel film è instabile e in fase di rinnovo, la casa in cui Marie viveva con Ahmad sta per accogliere una nuova situazione, quella di Marie con Samir è in fase di rinnovamento, le stanze sono in disordine, i mobili ammassati negli angoli, il giardino è poco curato. Un cambiamento in atto, sì, ma bloccato dagli impedimenti fisici ed emotivi dei personaggi.

L’incomunicabilità è il filo conduttore del film, Ahmad, Marie, Samir e Lucie, si parlano, si guardano ma non si capiscono, mai.

Come il vetro che all’inizio divide Marie e Ahmad, rendendo difficile la comunicazione, così, per tutto il corso del film, i personaggi saranno bloccati da vetri invisibili e indistruttibili. Non ci sono punti di incontro né vie di fuga, il passato blocca tutto, dimenticarlo è più che difficile, impossibile, tutti sono stretti all’interno della morsa del tempo.

Eppure un briciolo di speranza sopravvive sempre, e questo si nota nei momenti in cui i personaggi tornano sui propri passi: Marie uscirà dall’appartamento di Samir senza voler rivelare ciò che sa sul suicidio della moglie, ma tornerà indietro per affrontare la verità. La commessa di Samir, dopo il licenziamento, tornerà dal datore di lavoro per un’ulteriore delucidazione su quanto è successo; Marie richiamerà la figlia Lucie a casa dopo averla brutalmente cacciata, e Samir tornerà al capezzale della moglie in coma per riattivare la sua memoria olfattiva, per far ritornare quel passato che sembra l’unica salvezza possibile, come se ci fosse il desiderio di riprender i fili del tempo e tornare indietro.



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