Lunedi, 29 maggio 2017 - ORE:07:45

Birdman (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza)


Birdman

Birdman come gli altri lavori di Alejandro González Iñárritu piomba con fragore nelle sale di tutto il mondo infiammando pubblico e critica. Aggiudicatasi ben 9 candidature agli Oscar (e portandosi a casa 4 statuette) l’ultima opera di Iñárritu è una commedia che tratta con stile ed intelligenza drammi umani del nostro tempo.

Trama e Recensione di Birdman

Riggan Thompson (Michel Keaton) è un attore alla disperata ricerca di un modo per rilanciare la sua carriera dopo aver interpretato per tanti anni il supereroe mascherato Birdman. Abbandonata la scintillante Hollywood prova a rilanciarsi nei teatri di Broadway mettendo in scena uno spettacolo basato su What We Talk About When We Talk About Love di Raymond Carver, un lavoro molto diverso dai suoi vecchi blockbuster.

Aiutato dal suo manager/avvocato Jake (Zach Galifianakis), Riggan getta tutto se stesso in questo progetto arrivando a indebitarsi fortemente pur di ingaggiare il controverso ma talentuoso attore Mike Shiner (Edward Norton).

Negli ultimi quattro giorni che portano alla prima ufficiale, Thompson dovrà riuscire a gestire l’estenuante situazione che si crea dietro le quinte tra: le mire di successo di Mike, le insicurezze dell’attrice di belle speranze Lesley (Naomi Watts), la crisi con l’attuale compagna Laura e il difficile rapporto con la figlia ex tossicodipendente Sam (Emma Stone) coinvolta nello spettacolo per cercare di rimediare a una vita di assenze come padre.

emma stone

Terrorizzato dalla paura di fallire ancora, braccato della critica specializzata, pronta a stroncarlo al primo errore e costretto a reggere una barca che può andare in qualsiasi momento alla deriva, Riggan deve combattere anche una battaglia contro le sue stesse paure per non rimanere ancorato al suo patinato ma ormai finito passato che si manifesta nei panni dell’amato/odiato Birdman quando la sua mente vacilla.

birdman

Lo stile fa la differenza

I temi affrontati da Birdman non sono dei più originali, è vero: il desiderio di rivalsa, la paura del fallimento, lo smisurato ego maschile che nasconde una ben più grande fragilità sono stati affrontati e sviscerati con successo già da moltissime opere.

Ciò però che rende l’ultimo film di Iñárritu un piccolo gioiello è il modo con cui il regista affronta questi temi. Tutta la vicenda si svolge quasi interamente all’interno del teatro con un largo uso di pianisequenza che seguono i protagonisti nel loro muoversi tra i camerini, gli stretti corridoi e il palcoscenico facendo percepire allo spettatore la stessa sensazione di stress e tensione che provano i personaggi sul grande schermo, donando freschezza a quella che altrimenti poteva essere un’anonima commedia nera.

Merito perciò al regista ma anche al cast di grandi nomi composto con sapienza e criterio a partire dalla scelta del protagonista Michael Keaton. Keaton attore di grande talento nell’immaginario del grande pubblico è legato quasi esclusivamente alla sua interpretazione di Bruce Wayne nel Batman di Tim Burton del 1989.

Nessuno meglio di lui quindi poteva interpretare Riggan Thompson, un uomo alla ricerca disperata del rilancio artistico (ma anche umano) per dimostrare al mondo ma soprattutto a se stesso di non essere solo un attore da blockbuster in calzamaglia.

locandinaMolto bene anche Edward Norton nel ruolo del talentuoso quanto bastardo Mike Shiner,  promessa del teatro ormai capace di essere vero solo sul palcoscenico mentre nella vita non fa latro che recitare. Ottime anche le prove attoriali di Emma Stone (reduce dal deludente Magic in the Moonlight di Woody Allen), Zach Galifianakis e Naomi Watts nei ruoli della figlia problematica, del manager stressato e dell’attrice in crisi. A conti fatti però il cast nella sua interezza recita su alti livelli.

Sul piano tecnico meritano una occhio di riguardo la colonna sonora curata da Antonio Sànchez che con la sua batteria jazz accompagna egregiamente lo svolgersi della pellicola donandole un che di cabarettistico e la fotografia di Emanuelle Lubezki per la quale si è meritato un bell’Oscar.

Una commedia noir che critica i vizi della società

Birdman non sarà forse il capolavoro di Inarritu ma è l’ennesima conferma di quanto quanto questo regista ha sempre qualcosa da dare al mondo del cinema e soprattutto da dire al pubblico.

Questa commedia nera su un attore in cerca di riscatto parla di disagi che affliggono non solo Riggan Thomposn ma l’intera società moderna: schiava dei social network, delle pubblicità e dei prodotti precotti delle grandi Major. Quando una commedia oltre che ridere fa riflettere significa solo che la qualità è molto alta.



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