Mercoledi, 13 dicembre 2017 - ORE:15:59

Black Mass: Bentornato Johnny


Black Mass

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Dev’essere periodo di riscatti questo perché dopo il grande ritorno di Muccino con Padri e Figlie anche Johnny Depp si prende una meritata rivincita in Black Mass. Diretto da Scott Cooper il film non è il gangster movie chiassoso che tutti si aspettavano, ma bensì un onesto biopic con atmosfere più tendenti al drammatico che al thriller, illuminato però da una grande interpretazione dell’attore statunitense.

La Trama di Black Mass

Black Mass ripercorre 20 anni di carriera di James “Whitey” Bulger, uno dei criminali più ricercati della storia americana, narrati attraverso le testimonianze di suoi ex sottoposti raccolte dall’FBI.

Nel 1975 Whitey, fratello del senatore Bill Bulger (Benedit Cumberbatch), diventa capo della Winter Hill Gang, confraternita criminale di Boston composta da membri a maggioranza irlandese come lui e avente come base il quartiere popolare di “Southie” (South Boston). Bulger è conosciuto negli ambienti della mala per la sua risolutezza, la sua ferocia e il suo odio viscerale per gli informatori della polizia per i quali non dimostra alcuna pietà.

Nonostante la sua fama, Jim è a capo di un’organizzazione ancora piccola che si viene a trovare in grave difficoltà quando entra in conflitto con il clan mafioso degli Angiulo e finisce nel mirino dell’FBI.

La svolta per Bulger arriva però proprio dall’agenzia governativa in quanto un suo amico d’infanzia John Connolly (Joel Edgerton) ora agente del bureau gli propone un’alleanza: informazioni sugli Angiulo in cambio della libertà di agire a Southie.

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Riluttante in principio ad accettare per via del suo pensiero sugli informatori, Whitey col tempo volge l’intera situazione a suo favore ottenendo la fedeltà di Connolly con soffiate preziose per la sua carriera e sfruttando così l’FBI per eliminare la concorrenza e diventare col passare degli anni il signore del crimine di Boston. La gloria non è eterna però e quando il vento cambierà all’agenzia inizierà il tracollo del suo impero.

Nel mentre assistiamo dunque all’ascesa ma anche al declino di Bulger criminale, conosciamo anche Bulger uomo. Il suo rapporto profondo con la famiglia, l’amore incondizionato verso il figlio, il forte legame con l’Irlanda e con l’IRA sono tutti elementi che ci forniscono una visione completa dell’uomo definito “l’ultimo vero gangster.”

Buon film, ottimo Depp

black massScott Cooper, pur lontano dai fasti di Crazy Heart, firma un biopic di buona fattura con atmosfere crude e glaciali come il suo protagonista. Il film ha indubbiamente dalla sua un’ottima resa dei periodi storici e della città di Boston (sebbene potesse essere più presente) ed una storia interessante su una delle pagine più buie della storia dell’FBI raccontata nell’omonimo libro.

Di contro però questa storia è narrata con un ritmo non sempre adeguato che rallenta un po’ troppo spesso il flusso narrativo, rischiando di far percepire ben più lunghe le duo ore di durata.

Discorso simile si può fare sul cast che pur essendo composto da ottimi elementi quali Cumberbatch, Bacon e Dakota Johnson, non è ben gestito e gli interpreti hanno troppo poco tempo per dimostrare appieno le proprie capacità.

Luci e ombre invece per Edgerton nei panni dell’agente Connolly non convincendo appieno, soprattutto nel finale. Tanti infine i personaggi secondari ma nessuno che resti realmente impresso. Il vero asso nella manica del film è indubbiamente Johnny Depp che nonostante il trucco molto pesante (forse troppo) regala una grande interpretazione.

Depp si cala perfettamente nei panni di Bulger, criminale segnato dalla vita e personaggio appartenente a quella schiera di uomini qualunque dietro il cui volto ama nascondersi il male. Male che l’attore riesce a far scaturire grazie alla sua invidiabile mimica facendo dello sguardo la sua arma in più. Esempio lampante la sequenza dell’angosciante dialogo tra Bulger e la moglie di Connolly. Al suo personaggio poi sono affidate la maggioranza delle scene violente del film nelle quali Depp esplica con chiarezza la dura legge del boss, ultimo esponente della stirpe dei gangster: un criminale vero, latitante fino al 2011.

Black Mass è in conclusione un buon film biografico che ha il suo reale punto di forza in un Depp ispirato e finalmente lontano da quella schiera di personaggi Sparrowiani ai quali  era rimasto da troppo tempo vincolato. La speranza per un rilancio in grande stile dell’attore si fa ora molto più concreta.



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