Domenica, 22 gennaio 2017 - ORE:22:52

Attenzione: piovono Remake


piovono remake

Remake: rifacimento di un’opera, in genere fiction di tipo audiovisivo già esistente.

In questi giorni è rimbalzata in tutto il globo la notizia che il regista Tim Burton dirigerà il film live action di Dumbo, remake del classico Disney del 1941.

L’ennesimo remake aggiungerei. Nel solo 2014 abbiamo assistito ai ritorni di: Robocop, Godzilla, La bella addormentata nel bosco (col film Malefica), I Cavalieri dello Zodiaco, Capitan Harlock e potrei aggiungere tanti altri titoli.

Vero è che i remake ci sono sempre stati e sempre esisteranno probabilmente, ma negli ultimi 4/5 anni questa tendenza a rispolverare vecchi brand si è acuita sempre più. I risultati di questi rifacimenti sono spesso discutibili in quanto anche se validi non risultano quasi mai all’altezza dei loro predecessori, ma queste sono considerazioni che esistono dal momento in cui sono nati i remake.

piovono remake

Crisi e soldi facili

Quello che vorrei sottolineare è la deriva che ha preso la tendenza ai remake,  facente parte di una crisi che coinvolge l’industria cinematografica mondiale. Come per i sequel (insieme a prequel, midquel, reboot e compagnia bella) il fenomeno dei remake è dovuto alla ricerca di soldi facili da parte delle Majors che, puntando su un nome rinomato, si assicurano incassi sicuri, spesso disinteressandosi della validità o meno del lavoro, col rischio di rovinare opere o saghe leggendarie come quella di Jurassic Park.

La facile ricerca del guadagno gambizza quindi il talento di giovani sceneggiatori e registi che potrebbero portare con trame o progetti originali una ventata di novità in un ambiente che comincia a saturarsi.

Novità, però, significa anche rischio, cosa che pare non essere contemplata ultimamente. Si preferisce dunque prosciugare un marchio -rischiando comunque di non incassare un euro- piuttosto che lanciare un nuovo progetto, affidandosi magari a qualche new entry talentuosa.

Storia di un declino: Il Corvo

Esempio lampante di delapidazione di un’eredità è la saga de Il Corvo. Dopo l’incredibile successo del riuscitissmo primo capitolo che costò la vita al suo protagonista Brandon Lee, nessun altro progetto che seguì fu minimamente paragonabile al capostipite.

I due sequel, Il Corvo 2: City of Angels e The Crow 3: Salvation, furono film mediocri. Il peggiore fu probabilmente il remake/prequel del 2005 Il Corvo – Preghiera maledetta che si rivelò un fiasco totale per incassi ma soprattutto per critica, con un indice di gradimento che rasenta ancora oggi lo 0 su Rotten Tomatoes.

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Non andò meglio alla serie tv Il Corvo: Stairway to Heaven che pur essendo molto interessante, chiuse dopo una stagione a causa dei tagli effettuati dalla nuova proprietà che ne gestiva la produzione. Nel 2015 si parla dell’ennesimo rilancio e l’unica consolazione è che peggio dell’ultima pellicola non si possa fare.

Remake si o no?

L’esempio che ho riportato è drastico in effetti, esagerato qualcuno penserà, ma vista la situazione di oggi direi neanche troppo se pensiamo che stanno girando un remake di Ben Hur ed è da poco uscito al cinema Cenerentola diretto da Kennet Branagh (che pare essere molto valido però).

Il dover ripescare certi nomi resta però il punto fondamentale, perchè leggere che Burton farà il remake live action di Dumbo è esilarante come notizia. Davvero Tim non aveva di meglio da fare?

Forse era meglio staccarsi dalla Disney, ma questo è un altro discorso. A forza di ripescare si finirà per forza nel ridicolo e l’augurio è che si cambi rotta o osando di più o progettando più seriamente,  prima di ritrovarsi locandine con i remake di Tutti insieme appassionatamente, Pomi d’ottone e manici di scopa o La corazzata Potemkin.

 



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