Mercoledi, 13 dicembre 2017 - ORE:21:33

Alien: l’inizio della saga horror-fantasy

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La trama di Alien

In un’astronave commerciale, il Nostromo, viaggia ibernato l’equipaggio. A destarli dal sonno ci penserà il sistema dall’allarme della navicella, che gli segnala un segnale non identificato proveniente da una luna. Il regolamento impone di verificare sempre casi del genere, quindi viene effettuato un atterraggio e viene organizzata una spedizione a cui prenderanno parte solo tre membri: Dallas (Tom Skerritt), Kane (John Hurt) e Lambert (Veronica Cartwright).

Durante la spedizione, Kane trova un mucchietto di uova, ma quando si avvicina per osservarle una si schiude e un alieno sfonda il vetro del suo casco e lo assale.

Della situazione rischiosa e se ne rende conto l’ufficiale Ellen Ripley -interpretato da SigourneyWeaver-, che si rifiuta di far entrare i tre colleghi per non introdurre l’organismo sconosciuto all’interno della navicella. Sarà però l’ufficiale scientifico Ash (Ian Holm) ad andare contro gli ordini dell’ufficiale: apre il portellone e lascia entrare l’alieno, che da quel momento accompagnerà l’equipaggio in un terrificante viaggio di ritorno verso la Terra.

Ridley Scott dirige Alien, un film che nel 1979 riuscì a configurarsi come sintesi tra due generi che fino a quel momento non avevano molti punti in comune: fantascienza e horror.

Se gli ambienti ricreati per le riprese sembrano un segno premonitore della venuta nelle sale di Blade Runner, l’atmosfera e la tensione in cui è stata intinta magistralmente la storia sono un richiamo più che palese a 2001: Odissea nello spazio.

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Analisi

Non si tratta, infatti, di un semplice film ambientato nello spazio in cui i protagonisti devono vedersela con qualcosa di sconosciuto; in Alien è palpabile una forte e diretta critica alla situazione politica degli anni ’70: la ricerca dell’organismo perfetto, invincibile e letale, il connubio tra uomo e macchina al servizio della guerra, la posizione del lavoratore medio. Tutto trasposto in un microuniverso, quello dell’astronave Nostromo, in cui ogni ruolo esistente nella società corrisponde al ruolo ricoperto da un membro dell’equipaggio.

Non va sottovalutata, però, l’importanza di Alien sotto il punto di vista tecnico. Le riprese fluide che seguono l’evolversi della storia, miste a una fotografia essenziale e strumentalizzata nei momenti giusti per consentire ad alcune scene di trasmettere allo spettatore la giusta sensazione nel vedere un alieno che strangola l’organismo di cui è parassita o vederlo sbucare dalla parete con cui si era mimetizzato. Insomma, Alien è il film di fantascienza che fa ricredere chi è sempre stato scettico nei confronti del genere e questo è un grande merito.

Piccola postilla: nel 2012 è uscito Prometheus, diretto dallo stesso Ridley Scott. La pellicola vuole essere il prequel di Alien e se volete leggere la recensione la trovate QUI.



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