Giovedi, 27 aprile 2017 - ORE:12:59

The Lone Ranger: Pirati del Far West

The Lone Ranger

The Lone Ranger

The Lone Ranger è un film di genere azione/avventura del 2013 diretto da Gore Verbinski. Esplorati in lungo e in largo i sette mari con la fortunatissima prima trilogia di “Pirati dei Caraibi” il regista statunitense tenta la conquista di un nuovo territorio in parte già esplorato nel recente Rango: il selvaggio West.  In questa rivisitazione cinematografica dell’omonimo fumetto  USA degli anni 30, già protagonista di una serie tv a cavallo tra il 1940 e il 1950, Verbinski cerca di riproporre quel mix bilanciato di azione ed umorismo che rese il primo episodio delle avventure di Jack Sparrow indimenticabile ma che si andò perdendo nei successivi episodi. Il compito di mattatori è affidato dunque al duo composto dal fido Johnny Depp ed il giovane Armie Hammer, è chiamato a non far rimpiangere le scorribande piratesche nel limpido mare caraibico.

San Francisco, 1933

Nel piccolo museo sul West di un Luna Park, un ragazzino vestito da cowboy mascherato osserva svogliato le magre attrattive del tendone composte principalmente da animali impagliati. Il suo sguardo indugia però su una statua di un anziano guerriero indiano, che inspiegabilmente accende la sua curiosità. All’improvviso però essa si muove facendo sobbalzare il  bambino che prontamente gli punta contro la sua pistola giocattolo. Il vecchio pellerossa attratto dalla maschera del piccolo si rivela essere un ormai decrepito Tonto (Johnny Depp), storico compagno d’avventure del leggendario giustiziere mascherato Lone Ranger. Incalzato dalle domande del curioso avventore, Tonto comincia a narrare del suo primo incontro e della successiva genesi dell’eroico ranger solitario.

Colby, Texas, 1869 

Nella piccola cittadina di Colby c’è aria di festa per il successo dell’avanzata inarrestabile della Compagnia Ferroviaria Nazionale che a gran velocità sta costruendo binari e stazioni che colleghino tutto il continente americano, nel totale rispetto però degli accordi con le tribù indiane per preservarne i territori. Uno dei maggiori azionisti della compagnia ed esimio cittadino del paese, Latham Cole (Tom Wilkinson), per “festeggiare” i progressi dei lavori ha intenzione di fare di Colby il luogo dell’impiccagione dello spietato bandito Butch Cavendish (William Fichtner). Il mezzo prestabilito per il lavoro non poteva essere altro che un treno nuovo fiammante.

Sul treno di Cavendish si trovano anche: John Reid (Armie Hammer), giovane avvocato originario della cittadina Texana e lo stralunato sciamano/guerriero Comanche Tonto, prigioniero insieme al fuorilegge. Quello che doveva essere un viaggio tranquillo si tramuta invece in un delirio quando la banda di Butch assalta il treno scatenando il panico tra i passeggeri mentre il loro capo riesce a liberarsi dei suoi carcerieri. John pur essendo digiuno di azioni eroiche blocca la fuga del ricercato ma non ha il tempo di gioire della sua impresa che i compari del fuggitivo lo sopraffanno. Reid viene quindi incatenato insieme all’indiano nel vagone cella ed i banditi manomessi i freni del treno si danno alla fuga.

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Aiutato da Tonto il maldestro uomo di legge riesce a liberarsi ed insieme allo strano pellerossa si da ad una folla corsa sui tetti delle carrozze per  arrestare la locomotiva impazzita. A risolvere la situazione drammatica arriva però il fratello di John, Dan Reid, famoso Texas Ranger. Col suo aiuto la strana coppia riesce a sganciare tutti i vagoni passeggeri. Il duo di eroi improvvisati scampa infine anche allo spettacolare deragliamento della carrozza locomotrice.

Di rientro a Colby Tonto viene assicurato di nuovo alla giustizia mentre John rivela di essere tornato in qualità di nuovo procuratore distrettuale. In paese il giovane reincontra anche la sua vecchia fiamma mai dimenticata Rebecca (Ruth Wilson) sposata ormai con il fratello maggiore e madre di un vivace bambino: Dan Junior.

Immediatamente Dan a capo di una squadra di sei texas ranger parte all’inseguimento del ricercato Cavendish insieme al fratello minore, che non intende tirarsi indietro alla caccia, nonostante l’odio per l’uso delle armi in nome della giustizia. A guidarli sulla tracce del bandito vi è poi l’anziano apripista Collins, amico di vecchia data dei Reid. Seguendo le indicazioni del vecchio i sette uomini per accorciare la distanza che li separa dalla banda di criminali tentano l’attraversamento di una stretta gola che purtroppo si rivelerà fatale. Nascosti in alto fra le rocce Butch e i suoi crivellano gli inseguitori facendone strage. John, gravemente ferito, prima di perdere conoscienza assiste alla brutalità di Cavendish, che onora la sua fama di “divoratore”, consumando il cuore strappato al morente Dan.

Quando tutto sembra ormai perduto arriva sul luogo dell’imboscata Tonto, evaso chissà come dalla sua cella. L’indiano su consiglio di un bizzarro stallone bianco (lo “Spirito del cavallo” per i pellerossa) guarisce magicamente John rimasto in fin di vita. Quando il giovane si riprende, lo sciamano gli spiega che è tornato dall’aldilà per rinascere come Spirito Errante, un giustiziere mascherato ed invincibile. Nonostante lo scetticismo Reid accetta l’aiuto dello strano personaggio quando gli rivela che anche lui ha un conto in sospeso con il selvaggio Butch, reo di aver sterminato la sua gente molti anni orsono.

Comincia qui la prima campagna per la ricerca della giustizia di Lone Ranger insieme a Tonto ed al fido cavallo Silver. I due uomini superate le rispettive diffidenze formeranno una dinamica coppia che a suon di piombo, esplosioni e forsennate cavalcate per il West scoprirà che dietro la fuga di Cavendish si annida una minaccia ben più grande.

The Lone Ranger risulta forse un film senza pretese?

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Siamo sinceri, The Lone Ranger è un film di puro intrattenimento, niente di più e niente di meno, che svolge però il suo compito più che bene. Verbinski come nel suo stile rilegge la storia del ranger solitario in chiave ironica ed affida il compito di raccontarla all’indiano Tonto. Così facendo il personaggio di Depp si trasforma da semplice spalla a vero e proprio coprotagonista mentre quello di Hammer da infallibile eroe diventa un impacciato giustiziere alle prime armi. Il risultato è più che soddisfacente grazie al buon ritmo che alterna sapientemente scene comiche a scene d’azione ma che poteva essere ancora migliore se si fosse tagliata qualche parte decisamente superflua della pellicola (235 minuti sono davvero troppi per un prodotto del genere). Ciò mette in evidenza alcune debolezza di sceneggiatura che pur non inficiando particolarmente il prodotto finale non passano inosservate.

Un umorismo tutto inglese fa da contorno ad una pellicola divertente

Nonostante gli scricchiolii dello script il cast però se la cava bene. Johnny Depp è vero, non si distacca di nuovo dalla parte del personaggio bizzarro già interpretato in altri film, ma la sua recitazione, quella non si discute. L’incredibile mimica dell’attore unita ad un umorismo quasi all’inglese, fanno di Tonto un personaggio dotato di un forte carattere, carismatico e sarcastico. Armie Hammer invece regge bene nella parte di un Lone Ranger in erba, senza lasciarsi schiacciare dalla figura sempre in procinto di strabordare del compagno di set. La coppia quindi funziona ed è anche più divertente di quella formata da Depp ed Orlando Bloom in Pirati dei Caraibi. Buone poi le prove  di Fichtner come lo spietato bandito Cavendish,  di Helena Bonham Carter nel ruolo di una energica proprietaria di un saloon a luci rosse e di Ruth Wilson in quello della bella ma forte donzella da salvare.

Sul piano tecnico il film è pregevole con un’ottima regia e fotografia che danno il meglio nelle scene più action, mai banali ed entusiasmanti. Curata anche la colonna sonora di Hans Zimmer con un tocco di genio nella scelta dell’Overture del Guglielmo Tell di Rossini come musica per l’adrenalico scontro finale della pellicola.

In conclusione The Lone Ranger è un buon film che nonostante i difetti che lo affliggono, intrattiene bene lo spettatore, che in una calda sera d’estate si reca al cinema e come il piccolo cowboy dell’incipit, non chiede di meglio che  farsi raccontare una bella storia.



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