Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:10:34

Sliding Doors: una donna, due vite e gli inspiegabili giochi del destino


Sliding Doors

Molti di noi si sono chiesti almeno una volta: cosa sarebbe successo se avessi preso il treno invece del pullman? Se mi fossi fermato al bar dieci minuti prima? Se non fossi andato a quella festa? Sarebbe avvenuto qualcosa di fondamentale per la mia vita? Le cose che mi sono accadute sarebbero comunque successe prima o poi, in quanto scritte nel mio destino?
Il fato è il tema portante di Sliding Doors, film anglo-americano uscito nel 1998.

La pellicola narra di Helen, pr londinese, che un giorno arriva sul posto di lavoro per scoprire che i suoi superiori l’hanno licenziata. Così la donna si avvia alla stazione della metropolitana e, mentre scende per le scale per prenderla, viene ostacolata da una bambina che gioca sul corrimano: così Helen raggiunge le porte della metro (le “porte scorrevoli” del titolo) solo quando si sono chiuse. Proprio in quel momento, però, vediamo la scena appena accaduta al rewind, e subito dopo Helen che sta scendendo la scalinata. Questa volta, la bambina viene strattonata via dalla madre, permettendo alla protagonista di salire in tempo.

Da qui in poi, seguiamo la vita delle due donne parallelamente. La prima Helen si trova costretta a prendere un taxi e, mentre attende alla fermata, viene scippata e ferita. A causa di questo imprevisto, la donna arriva a casa molto tardi, dove trova il fidanzato, un aspirante scrittore che, con la scusa di dover impiegare il suo tempo a scrivere il primo romanzo, viene mantenuto dalla protagonista. Venendo a conoscenza dell’accaduto, l’uomo subito consola Helen e si comporta in maniera molto premurosa.

Le cose che accadono all’altra Helen, però, sono di gran lunga diverse. La donna incontra sulla metro un uomo, col quale fa subito amicizia. Rincasando presto, però, la protagonista becca in flagrante il fidanzato con un’altra donna, scoprendo che l’uomo ha da settimane una relazione che ha modo di coltivare mentre lei si trova a lavoro. Helen, sconvolta, si rifugia in un bar, finché non viene scovata dalla sua migliore amica, che le offre ospitalità nel suo appartamento.

Le vite delle due Helen diventano sempre più diverse: la prima cerca di mantenere lei e il fidanzato facendo vari lavoretti di fortuna, sempre ignara della relazione dell’uomo; l’altra, invece, inizia a frequentare il tizio della metro, che si scopre in gamba e spiritoso, e le suggerisce di aprire una società di pr tutta sua. Helen, così, diventa ben presto una donna felice e di successo, senza più il fardello del fidanzato mantenuto.

Il destino, però, è pronto a rimettere lo zampino nella vita di entrambe.

La comprensione della trama è facilitata dall’immediato cambio di look da parte della seconda Helen, che in un desiderio di cambiamento radicale si tinge e taglia i capelli, sfoggiando di lì in poi un corto biondo e sbarazzino che non solo la distinguerà dalla prima Helen, ma sarà copiatissimo dalle donne di fine anni ’90.

La trama, già interessante grazie allo spunto “surreale”, è resa ancora più gustosa da alcuni momenti in cui le vite delle due Helen, in modo ovviamente inconsapevole, si incontrano, lasciando intuire una sorta di interconnessione tra i due destini. Ad esempio, mentre la seconda Helen incontra per caso l’uomo della metro nel bar dove è andata dopo la rottura, l’altra arriva lì col fidanzato, gli si siede accanto urtandolo col gomito, ma la cosa non ha il minimo peso per nessuno dei due, in quanto non si sono mai conosciuti quella mattina. Oppure, mentre la seconda Helen è su un motoscafo a fare il tifo per una gara di canottaggio, la prima Helen si ritrova a passeggiare sul bordo del fiume con l’amica, alla quale confusamente racconta di aver avuto il presentimento che ci sarebbe stata una gara quel pomeriggio.

Perchè Sliding Doors ha ottenuto così tanto successo?

Il copione è un ottimo esempio di sferzante humour inglese, cinico e sottile. Di inglese, nel film abbiamo anche l’attore protagonista, John Hannah, già famoso al tempo per il suo ruolo in “Quattro matrimoni e un funerale”. Nei panni di Helen c’è un’ancora sconosciuta Gwyneth Paltrow, che con questo film ottenne il successo internazionale. A visione completata, il film lascia un sapore dolceamaro e una lezione di vita: è meglio lasciare che il destino faccia il suo corso, senza porsi troppe domande.



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