Domenica, 20 agosto 2017 - ORE:10:01

Inside Out: un gioiellino firmato Pixar


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Dopo i non certo eccelsi “Ribelle” e “Monsters University” sembrava che la Pixar avesse perso quella verve creativa che per anni l’aveva vista dominare il mondo dell’animazione con tante, meravigliose gemme filmiche.

Ecco però che Pete Docter e compagni tornano alla ribalta con un nuovo gioellino, Inside Outracconto intelligente e coloratissimo che ricorda per certi versi i cartoni di Esplorando il corpo umano ma che ci racconta invece del funzionamento del nostro organismo, quello della mente umana.

La Trama di Inside Out

Nel quartier generale della mente della piccola Riley Anderson, a mantenere funzionante tutto il complesso sistema che regola la sua psiche, si occupano le emozioni: ognuna con il proprio compito specifico.

Gioia garantisce la felicità di Riley, Paura ha il compito di mantenere Riley al sicuro, Rabbia garantisce la giustizia della bambina, Disgusto evita che Riley venga avvelenata fisicamente e socialmente, mentre Tristezza si assicura che gli altri si accorgano dei momenti in cui Riley ha bisogno di qualcosa.

I ricordi della bambina, ognuno associato a una della emozioni, vengono archiviati e poi immagazzinati nella memoria a lungo termine, una complessa struttura labirintica che ricorda una biblioteca. I ricordi base però, essenziali per determinare la personalità della bambina, vengono custoditi in un nucleo all’interno della stanza di controllo e ad essi sono collegate le isole della personalità: diverse per ogni individuo e immaginate come grandi luna park che si accendono quando si esegue un’azione emotiva legata ad una di esse. Nel caso di Riley le reazioni emotive riguardano: famiglia, onestà, amicizia, hokey e “stupideria”.

Tutto nella vita della bambina procede perfettamente con grande soddisfazione di Gioia, l’emozione più presente nei ricordi.

La situazione è destinata a cambiare quando Riley compie undici anni. L’intera famiglia a causa del lavoro del padre è costretta a lasciare il Minnesota per trasferirsi a San Francisco. Riley è delusa e amareggiata dalla nuova casa, lo smarrimento del camion dei traslochi e per l’aver lasciato tutti i suoi amici ma Gioia cerca in ogni modo di mantenerla allegra proiettando ricordi felici.

Sfortunatamente Tristezza ne sfiora uno modificandolo perennemente in uno triste senza che nessuna delle altre emozioni riesca a capire come ci sia riuscita. Il disastro accade però il giorno successivo al trasloco, quando durante la presentazione della bambina nella sua nuova classe si ripropone la situazione del giorno precedente ma stavolta con un ricordo base: quello del suo amore per l’hockey. La ragazzina scoppia a piangere davanti ai nuovi compagni andando a creare un nuovo ricordo base color blu tristezza.
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Gioia prova in ogni modo a impedire che esso si aggiunga agli altri ma nel caos che ne segue rovescia gli altri ricordi base e attiva il tubo aspirante, che porta i singoli ricordi al Quartier Generale dalla Memoria.

Tentando di recuperare i ricordi, lei e Tristezza vengono risucchiate con i Ricordi Base. Senza di essi le isole della personalità iniziano a spegnersi. Con Gioia e Tristezze, ora sperse nella memoria a lungo termine nella mente di Riley, restano solo Paura, Disgusto e Rabbia alle quali la situazione comincia a sfuggire di mano.

Per impedire alla bambina di comportarsi in maniera sconsiderata e soffrire psicologicamente Gioia e Tristezza devono tornare il prima possibile al quartier generale e per farlo dovranno prima passare dai vari territori della mente: il Pensiero Astratto, Immagilandia (dove l’immaginazione di Riley si realizza), Cineproduzione Sogni (dove i sogni, come in uno studio cinematografico, vengono ripresi e trasmessi), il Subconscio (un’oscura zona chiusa dove ogni paura inconscia è rinchiusa) e l’Abisso della memoria (dove i ricordi sbiaditi svaniscono per lasciare spazio ai nuovi) aiutate da un buffo ricordo d’infanzia di Riley, l’elefantino amico immaginario della bambina Bing Bong. Durante il loro viaggio poi le due emozioni comprenderanno meglio la complessità dei loro ruoli per la crescita della loro amata bambina…

Inside Out: uno dei migliori film Pixar

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Inside Out è un lavoro estremamente intelligente e complesso come si evince dalla trama, ma davvero ben costruito e tecnicamente e artisticamente perfetto.

Un racconto di formazione che ci narra la crescita di un personaggio vista però dal suo interno che ha come vere protagoniste le emozioni, splendidamente caratterizzate. Con ironia e semplicità Docter attraerso Riley ci mostra come esse e gli altri elementi che compongono la nostra mente collaborino per mantenere serena ed equilibrata la nostra psiche ma ancora di più ci permettano di crescere.

La crescita emotiva è la chiave di lettura del film. Crescita che è sempre caratterizzata da momenti più concitati e traumatici ma che ci porta a comprendere che procedendo nella vita le nostre emozioni si evolvono e maturano diventando più complesse e sfaccettate così come i nostri ricordi.

Crescere significa anche lasciarsi alle spalle ciò che non serve più alla nostra formazione, anche se questo comporta dimenticarci di cose dolci e felici del nostro passato.

Menzione d’onore prima della chiusura per il corto che precede il film, Lava, una piccola chicca musicale.

In conclusione Inside Out è un piacevole ritorno di Pixar ai suoi standard qualitativi con un prodotto originale e arguto, costruito per i bambini ma che per complessità e ironia piacerà anche agli adulti, riprendendo così la tradizione di questo storico studio ormai quasi alla soglia dei 30 anni di età.



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