Martedi, 21 novembre 2017 - ORE:14:35

Parade’s End: una nuova miniserie tv tutta inglese


Parade's End miniserie tv

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Parade’s End miniserie tv – Una delle più grandi consuetudini britanniche è quella di mettere in scena i grandi romanzi della tradizione sul piccolo e grande schermo. Essendo la letteratura inglese incredibilmente vasta, non è difficile vedere spesso l’ennesimo romanzo trasposto; e solitamente il progetto è affidato a grandi sceneggiatori, grandi attori e grandi compagnie di produzione, anch’essi elementi che di certo non scarseggiano in Gran Bretagna.

Una delle ultime novità della televisione inglese è stata la trasposizione di Parade’s End, tetralogia scritta da Ford Madox Ford nel corso degli anni ‘20. L’opera viene considerata l’affresco più ampio e persuasivo della società inglese prima e dopo il conflitto mondiale.

Parade’s End racconta la storia di Christopher Tietjens, gentiluomo di buona famiglia dotato di un intelletto finissimo che lo porta ad essere uno dei più brillanti statisti inglesi. Ma Christopher ha una qualità ancora più influente per la sua indole: un’incrollabile fede nei valori e nelle tradizioni del secolo precedente, come l’onore, il matrimonio, il lavoro, e soprattutto il decoro da mantenere in società.

Il protagonista, però, viene incastrato in un matrimonio riparatore da Sylvia Satterthwaite, un’aristocratica volubile e capricciosa, annoiata e calcolatrice, scopertasi incinta dopo un incontro tra i due in treno andato oltre la semplice conversazione: l’uomo, per tenere fede ai suoi principi, accetta, pur sapendo benissimo che il figlio che la donna porta in grembo non è di certo suo, avendo ella molte altre relazioni.

Da lì Christopher si ritrova imprigionato in un matrimonio particolarmente infelice, con una donna interessata solo alla vita mondana e che continua a frequentare numerosi uomini anche alla luce del sole. L’uomo, nel frattempo, non si scompone, non si arrabbia, continua a coprirla e a far finta di niente, tutto per non gettare la moglie nel disonore e per il bene del bambino che ama come se fosse suo.

Il suo comportamento rimanda al titolo della miniserie tv, spiegato nella prima puntata: quando un caro amico di Christopher gli consiglia di divorziare da Sylvia e smetterla di incassare tutti i tradimenti e i tiri mancini, il protagonista gli spiega che esiste una sorta di facciata da mantenere per i gentiluomini, “chiamala una parata” commenta: una recita, una farsa, una sceneggiata da recitare perché così si è sempre fatto al fine di mantenere il decoro. E quando l’amico gli chiede come farà se mai incontrerà una donna che vorrà sposare davvero, Christopher liquida la questione dichiarandosi un fervente sostenitore della monogamia.

Ma ben presto si ricrederà. Durante un incontro con eminenti personaggi del governo, Christopher si imbatte in una bellicosa suffragetta giunta lì per protestare: si tratta di Valentine Wannop, giovanissima e appassionata ragazza, con la quale il protagonista si ritrova per caso a condividere una passeggiata notturna in calesse che segna l’inizio di un delicato sentimento reciproco.

Negli anni successivi Christopher e Valentine si vedono pochissime volte, ma non riescono a dimenticarsi l’un l’altra. L’uomo, però, non vuole lasciare Sylvia, e così la sua sfortunata vita coniugale procede. Ma presto arriva la guerra, che porta un bel po’ di scompiglio: Christopher passa da uomo stimato in società a demonizzato, grazie a squallidi pettegolezzi sul suo conto e umiliazioni pubbliche per mano di uomini potenti sguinzagliati da Sylvia; il protagonista si trova così costretto a partire per il fronte. In guerra, le convinzioni di Christopher cadono una ad una, Sylvia inizia a battersi per riavere il marito indietro in un tentativo di autogratificazione, e quando il conflitto finisce, tutto è diverso, e l’uomo ha finalmente la possibilità di scegliere tra la moglie e Valentine.

Parade’s End miniserie tv

La trama può apparire piuttosto lineare, ma dobbiamo tenere bene a mente che si tratta in fondo di un romanzo inglese di inizio Novecento, con peculiarità molto distanti dal nostro mondo. Difatti, la storia di Parade’s End è contornata da una trentina di personaggi che affollano le scene senza che noi ne capiamo immediatamente ruolo o parentela; la maggior parte della vicenda si sviluppa al fronte, con una cura estrema nel rappresentare l’ambiente del primo conflitto che rende il ritmo tutto meno che incalzante; oltretutto, siamo sovrastati da lunghissimi dialoghi infarciti di terminologia militare che non hanno effettivamente peso sulla trama in sé per sé.

Ma la condotta dei sentimenti trattenuti tipicamente inglese, i meravigliosi paesaggi che i personaggi attraversano al trotto o in treno, le delicate inquadrature a prisma riservate ai ricordi più belli del protagonista, la toccante storia d’amore tra Christopher e Valentine, alcune scene silenziose ma ricche di espressività e poesia, ripagano la visione completa della miniserie, soprattutto per discostarci dalle melense e retoriche love stories che il cinema americano ci propina in continuazione. Assolutamente da non perdere per gli anglofili più appassionati.



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