Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:22:38

Oscar 2012: trionfa “The Artist”, Scorsese battuto come ai tempi di “The Aviator”


Sembra di assistere a un film già visto. Sembra di rivivere quello che accadde sette anni fa. Le due pellicole “Million Dollar Baby” di Clint Eastwood e “The Aviator” di Martin Scorsese arrivarono super favorite alla premiazione degli Oscar 2005. Finì 5-4 per Scorsese. Ma se vi dicessi che i quattro Oscar conquistati dal film diretto dal “texano con gli occhi di ghiaccio” furono miglior film, miglior regia, migliore attrice protagonista e migliore attore non protagonista, voi chi proclamereste vincitore?

Ieri al Kodak Theatre di Los Angeles tutti attendevano di sapere chi sarebbe stato il vincitore del testa a testa tra il quotatissimo film muto “The Artist” di Michel Hazanavicius e il fantasy dell’instancabile Martin Scorsese (che per la prima volta in carriera si è accostato a questo genere) “Hugo Cabret”.

Nella cerimonia condotta ancora una volta (la nona) dall’invecchiato ma sempre pimpante Billy Crystal – per cui vale la proporzione Billy Crystal sta alla consegna degli Oscar come Pippo Baudo sta al Festival di San Remo – , finisce in pareggio, 5-5. Ma se vi dicessi che tre dei cinque Oscar conquistati da “The Artist” sono miglior film, miglior regia e migliore attore protagonista, lo considerereste ancora un pareggio?

Così, dopo il meritato quanto inevitabile exploit di “The Departed” nel 2007”, ancora una volta un film di Scorsese deve accontentarsi, proprio come sette anni fa, di cinque statuette vinte nelle categorie “tecniche”, in questo caso: Scenografia, fotografia, effetti speciali, sonoro, missaggio sonoro. Fa piacere sapere che in questi Oscar c’è un po’ di Italia, grazie alla coppia – nella vita e nel lavoro – Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che si portano a casa l’Oscar alla miglior scenografia, il terzo della loro carriera.

C’è anche un po’ di Francia nel Merci! euforico di Jean Dujardin, che questo premio (attore protagonista) lo ha conquistato senza le parole. L’attore che interpreta la star George Valentin, è il primo attore francese a vincere un Oscar.
Tra le donne torna a vincere l’Academy come attrice protagonista una splendida e incredula Meryl Streep, che ormai con le sue diciassette nominations (record assoluto), conosce la cerimonia meglio di Billy Crystal.

Nominations che sono rimaste tali e non hanno portato alcuna statuetta ai due amici e divi di prim’ordine George Clooney e Brad Pitt, entrambi candidati a miglior attore. Sapendo che i due erano accanto rispettivamente a Stacy Keibler e Angelina Jolie, è facile supporre che abbiano trovato comunque il modo di consolarsi.

Tornando al nostro “bravo ragazzo” Martin, concludiamo che il regista premio Oscar, ottenuto nel 2007 con “The Departed”, non è dunque l’unico grande sconfitto. Terrence Malick, con il suo particolare “The Tree of Life” è rimasto a bocca asciutta. Il gradissimo regista visionario mai è stato completamente capito e apprezzato a Holliwood. D’altronde è in buona compagnia: anche il genio Stanley Kubrick non ha mai vinto una statuetta come regista (l’ha vinta per gli effetti speciali nel ’69) in tutta la sua straordinaria carriera.

Ma dubito che il mondo si dimenticherà di “Odissea nello spazio”, “Arancia Meccanica” e “Full Metal Jacket” (solo per citarne alcuni). Woody Allen, che ieri con l’ottimo “Midnight in Paris”” ha vinto il suo terzo Oscar alla sceneggiatura originale – venticinque anni dopo “Hannah e le sue sorelle” – e quarto in totale, non si è mai presentato a Los Angeles per riceverli e ringraziare. Allora, forse, non serve una statuetta placcata in oro 24 carati per raggiungere l’immortalità cinematografica.



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