Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:05:20

Man on the Moon: Andy Kaufman, un alieno tra noi

Man on the Moon

Man on the Moon

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Quindi tu fai solo finta di essere un coglione?

– Courtney Love a Jim Carrey

Man on the Moon è un film biografico/drammatico del 1999, diretto da Miloš Forman. La pellicola racconta la stravagante vita dello Showman americano Andy Kaufman (interpretato da uno straordinario Jim Carrey) attivo nel decennio 1970-1980 e scomparso prematuramente per un male incurabile nel 1984. Kaufman è stato un personaggio che si può definire solo incredibile, un pioniere dell’antiumorismo  capace di performance comiche surreali difficilmente descrivibili a parole. Forman rimase folgorato da questo artista controcorrente, definito da parte della critica un folle ed un maleducato e dall’altra invece un genio assoluto, decidendo di rendergli omaggio con un lavoro che lo descrive sia sotto il lato artistico che quello umano.

“Uno showman senza platea non ha senso di esistere”

Il regista Ceco comincia a narrare la storia del protagonista a partire dalla sua infanzia, presentandoci un Andy bambino che già sogna di intrattenere in futuro un grande pubblico, giocando con la fantasia nella sua cameretta. Però come gli dice suo padre uno showman senza una platea non ha senso di esistere e così Andy si esercita intrattenendo con successo la sorellina con una buffa canzoncina sugli animali.

Gli insuccessi non fermano Andy

Il successo però non si bissa quando ormai adulto ne fa il suo numero  nei locali di cabaret  venendo sempre cacciato  fuori a suon di fischi. Ma Andy non se la prende mai anche quando gli consigliano di conformarsi con gli altri artisti, esce invece con quel suo sorrisetto beffardo sulla faccia, perché nella sua testa sta pensando ad un nuovo, geniale numero da proporre al pubblico.

Dalle stalle alle stelle

Così su un altro palco si presenta come un intrattenitore straniero dallo sguardo stralunato e con una vocina stridula e monotona. Questo personaggio si mostra totalmente incapace di far ridere, cercando di rompere il ghiaccio con due scontatissime battute sul traffico e sulla vita coniugale per passare subito dopo ad una triste imitazione del presidente Jimmy Carter. La platea è incredula e non sa se essere indignata per tanta incapacità o provare pietà per questo povero inetto. Questo però era l’intento di Andy, lasciare il pubblico in uno stato di completa confusione per poi sconvolgerlo nuovamente. Infatti dopo l’imitazione del presidente passa a quella di Elvis Presley sorprendendo gli spettatori per l’incredibile somiglianza della performance e scatenando il delirio nel locale.

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kaufmanL’esordio al Saturday Night Live

Dopo lo show Andy fa la conoscenza del produttore George Shapiro (Danny De Vito) che intravede in lui un talento geniale e per questo lo ingaggia immediatamente, salvo ricevere il giorno seguente una strana telefonata da un sedicente artista di nome Tony Clifton, che lo invita animosamente ad abbandonare Kaufman. Comunque sotto la guida di Shapiro Andy ottiene di partecipare al Saturday Night Live e con uno strano numero musicale riscuote un grande successo di pubblico.

“Lo Straniero” alla sitcom Taxi

Poco tempo dopo il produttore convoca Kaufman nel suo ufficio a Los Angeles per comunicargli una grande notizia: la ABC intende sfruttare il suo personaggio de “Lo Straniero”  in una sitcom in prima serata chiamata Taxi.La parte di Andy dovrebbe essere quella dello strano ma simpatico meccanico straniero Latka. Il giovane però odia aspramente tali format ed accetta solo per le insistenze di George e ponendo  delle dure condizioni tra le quali: la realizzazione di un suo personale special tv e la partecipazione in quattro episodi di Tony Clifton. Shapiro per sapere chi sia  Clifton si reca ad un suo spettacolo in un ristorante di L.A e scopre che l’uomo è un rozzo, maleducato e sboccato cantante di Las Vegas. Lo show ben presto degenera e Tony scende fra il pubblico offendendo tutti ed accanendosi alla fine su un povero cliente umiliandolo pesantemente, sfidando subito dopo George a fargli visita dietro le quinte a fine concerto. Il produttore accetta e nel backstage scopre che Clifton altri non è che  Andy travestito e che il cliente tormentato è l’amico fraterno ed autore delle gag di Kaufman, Bob Zmuda (Paul Giamatti). Il giorno seguente Shapiro riesce a convincere la ABC ad accettare le condizioni del suo cliente ed ecco arriva la svolta. Taxi si rivela un successo stratosferico e Latka diventa immediatamente un personaggio amato in tutta la nazione. Kaufman adesso è una star e si può permettere di dare sfogo alla sua creatività insieme al fidato Bob.

Il comico che sostiene di non far ridere

Comincia così la pazza carriera di Andy, uno showman che sostiene di non saper far ridere e si arrabbia se lo si chiama comico, che non appena si vedrà negato il suo special non esiterà a portare scompiglio sul set di Taxi sotto le spoglie di Tony Clifton oppure che reciterà Il grande Gatsby a chi durante i suo show chiederà insistentemente di vedere Latka. L’artista infatti non scenderà mai a compromessi proponendo spettacoli di ogni sorta, dai duetti e gli insulti con Clifton (interpretato da Zmuda), le risse programmate o meno in diretta tv,  il “Campionato di Wrestling intergenere” nel quale combatterà contro delle donne per dimostrare “la superiorità del sesso maschile” e infine gli spettacolari show “Latte e biscotti”. Proprio durante uno degli incontri del campionato conoscerà  Lynne Marguleis (Courtney Love) sua futura moglie e compagna nella successiva lotta al cancro  che impegnerà l’ultima fase della vita dello showman.

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Man on the Moon: un Kaufman a tutto tondo

Man on the Moon è un’altra perla da aggiungere alla brillante carriera di Forman, che sebbene lontano dai fasti di “Amadeus” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo“, dimostra di avere ancora qualcosa da dire nel mondo del cinema. Il regista infatti riesce a raccontare con precisione e maestria la vita di questo personaggio fuori dagli schemi, sia sotto il punto di vista artistico che sotto quello umano, coinvolgendo nel progetto sia Zmuda che Marguleis per essere il più preciso possibile. Il risultato ottenuto è dunque fenomenale, Kaufman viene descritto in tutte le sue manie, hobbies ed idee folli e geniali, dipingendo un ritratto veritiero ed intenso.

Uno stratosferico Jim Carrey

Tutto questo non sarebbe però stato possibile senza lo straordinario talento di Jim carrey. L’attore canadese essendo un grande ammiratore di Kaufman, scalzò nomi quali Edward Norton e Robert Downey Junior pur di ottenere la parte. Carrey ripagò la fiducia riposta in lui con una performance che lascia senza parole, perchè sembra di vedere realmente Andy sullo schermo. La sua recitazione esagerata, sempre sul punto di strabordare senza mai farlo, è perfetta per animare il protagonista e pochissimi sono gli attori capaci di un lavoro così sopraffino. Ancora una volta però come per The Truman Show, l’attore  viene vergognosamente snobbato agli Oscar, prendendosi meritatamente la sua rivincita ai Golden Globe, dimostrando così l’ottusità dell’Academy.

Un film con un cast importante

Sebbene Carrey sia il vero mattatore del film, il cast intero recita ad un livello altissimo. Giamatti e De Vito sono come sempre due certezze e Courtney love stranamente non sfigura nel confronto con i coprotagonisti, sebbene il suo livello recitativo sia inferiore al loro. Nel film poi appaiono moltissimi camei di personaggi famosi, che interpretano loro stessi in quanto lavorarono davvero con Kaufman, gli esempi più eclatanti sono Cristopher Lloyd, suo collega in Taxi e il presentatore David letterman.

REM-Man-On-The-Moon-10947La canzone “Man on the Moon” dei R.E.M.

Sul piano tecnico la pellicola è ottima sotto tutti i punti di vista, dalla regia alla fotografia ed un plauso particolare va al trucco di Tony Clifton, ricreato perfettamente con l’aiuto di Zmuda . Molto curata anche la colonna sonora scritta dai R.E.M, autori della canzone “Man on the Moon” del 1992, dedicata a Kaufman e dalla quale il film prende il nome. Le tracce scritte dal gruppo statunitense variano da motivetti divertenti ed allegri a pezzi più emotivamente coinvolgenti tecnicamente encomiabili.

Per concludere Man on the Moon  è un film passato in sordina a suo tempo e rivalutato meritatamente solo negli ultimi anni. Il film è capace di momenti di puro divertimento ed altri invece molto toccanti perché questa era la vita di Andy, sempre diviso tra finzione e realtà e per questo forse mai capito davvero. Kaufman, per molti l’alieno venuto dalla luna, era invece un terrestre come noi che aveva capito più di tutti il nostro mondo e la società che lo compone, decidendo così di prenderlo in giro trasformando tutta la sua vita in un folle ma geniale spettacolo fino alla fine.



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