Giovedi, 27 aprile 2017 - ORE:12:57

L’uomo-pipistrello colpisce ancora


Arriva anche in Italia il terzo capitolo della saga campione d’incassi in America, che mostra le vicende che si susseguono ad alcuni anni di distanza da quelle di “Batman- Il cavaliere oscuro”.

La storia ha inizio 8 anni dopo la tragica morte di Harvey Dent (Due Facce per gli appassionati dell’eroe mascherato), di cui Batman si era preso la colpa, finendo così in un esilio volontario. Le cose sembrano andare bene a Gotham City grazie alla Dent Act, una legge anti-criminalità che sembra aver portato la città in uno stato di quiete e di pace. Ma questa pace è destinata a durare ben poco a causa della fragilità delle basi su cui si posava, polverizzate dall’entrata in scena di Selina Kyle (Anne Hathaway), astuta ladra con un piano ben preciso in mente, e Bane (Tom Hardy), terrorista mascherato fresco fresco di prigione uzbeca. Quest’ultimo costringerà Batman a tornare nella città del crimine e a combattere per la libertà per i suoi abitanti, che oramai lo consideravano più un fuggiasco e un omicida che un eroe.

“Il cavaliere oscuro-Il Ritorno” è stato proiettato in Italia il 21 Agosto 2012, per un’anteprima nazionale in alcune città italiane (la data di uscita ufficiale è fissata per il 29 Agosto). Il film, presentato come solo imbottito di effetti speciali e scene d’azione, stupisce per i diversi strati in cui è diviso, che lo rendono divertente e interessante a persone di ogni età. La storia inizia con una bellezza che ci ricorderemo negli anni futuri e che racconteremo ai nipotini, grazie alla musica inebriante di Hans Zimmer, che guida gli strumenti prima “presentandoli” ad uno ad uno con degli assoli e poi facendoli esplodere tutti insieme in uno stupendo finale musicale che coincide con la conclusione della prima mezz’ora del film.

Il Batman di Nolan è ormai agli antipodi con la versione di Tim Burton, per l’oscurità e la profondità riproposta anche nel capitolo finale. L’eroe inizia la sua sfida finale prima di tutto con sé stesso, con i demoni del suo essere prima che con i nemici di Gotham City, perché sa che solo sconfiggendo il male che sente dentro riuscirà a tornare ciò che era, il vigilante silenzioso, il protettore della città, il Cavaliere Oscuro.

Nonostante il terzo film di una saga sia di solito il meno riuscito per la difficoltà di trovare novità e raggiungere lo stesso livello dei film precedenti, il regista Christopher Nolan ha accettato la sfida fondendo dei punti fermi, come il cast (confermati Christian Bale, Gary Oldman e Morgan Freeman, a cui si sono uniti anche Anne Hathaway e Tom Hardy) e l’idea di non usare il 3-D ma rimanere sull’ I-MAX, ad altri nuovi come la decisione di allontanare il protagonista dall’ideale datoci dai fumetti e avvicinarlo più alla realtà dei giorni nostri, facendolo diventare un giustiziere fragile e solo in mezzo alla tempesta della malvagità.

Solo standing ovations quindi per Christopher Nolan, capace di creare un film completo in tutte le parti, con azione e sentimento, bene e male, gioia e dolore, potere e povertà, giustizia e vendetta. La fine di questa saga ci lascia un nuovo Batman, più vero e conscio del suo potere. Anche se sembra il più denigrato tra tutti gli eroi perché non ha i superpoteri, in realtà è il più reale, perché combattuto dentro di sé come ognuno di noi. L’essenza infatti ci viene descritta dal commissario Gordon alla fine del Cavaliere Oscuro: “è l’eroe che Gotham merita, ma non quello di cui ha bisogno in quel momento […]. Non è il nostro eroe, è un guardiano silenzioso, un protettore vigile. Un cavaliere oscuro. Questo è Batman”.



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