Domenica, 22 gennaio 2017 - ORE:23:29

La Wall Street di Oliver Stone


Ogni appassionato di cinema avrà visto almeno una volta il primo capitolo di Wall Street firmato Oliver Stone, che è ormai una delle pietre miliari della storia del cinema, anche grazie al personaggio interpretato da Michael Douglas, ovvero lo “squalo” della finanza Gordon Gekko, che fa della sua avidità un pregio, un uomo nato per la competizione e votato completamente al dio dollaro, che per lui è l’unica cosa che conta.

Trama: La New York di metà anni ottanta è il centro pulsante del sistema economico mondiale, basato sulla speculazione mobiliare-immobiliare e sull’alta finanza. Una città dai ritmi incessanti, come è reso bene dalla cinepresa di Oliver Stone, che dà a questo film un’andatura frenetica propria della città che fa scenario alle vicende dei due protagonisti: Bud Fox, interpretato da un giovane Charlie Sheen, è un broker di Wall Street dalla grande ambizione, che non si accontenta di un onesto guadagno di 50.ooo dollari l’anno, vuole di più, per questo ogni giorno cerca di mettersi in contatto con il gigante della finanza, il punto di riferimento, cioè Gordon Gekko. Fox riesce a catturare l’attenzione di Gekko, grazie ad una dritta avuta da suo padre, un sindacalista della compagnia aerea “Blue Star Airlines”, che potrebbe fruttare milioni di dollari. Fox in un certo senso si vende l’anima, immolandosi sull’altare di una ricerca rapida della ricchezza, usando scorciatoie pericolose che serviranno su un piatto d’argento la compagnia Blue Star Airlines, nelle mani del “Killer” Gekko pronto a smembrarla per capitalizzare.

Oliver Stone è stato in grado con questo capitolo di rappresentare con grande chiarezza, la società americana degli anni ’80: Yuppies pronti a tutto, arrampicatori sociali, finanzieri immorali e lo speccato di un capitalismo a livelli estremi capace di spezzare anche i legami più forti, come quello della famiglia. La parola chiave o il concetto principale che vuole emergere è “l’avidità è buona”. Gordon Gekko in questo film pronuncia diverse frasi che sono rimaste nell’immaginario collettivo come: “il denaro non dorme mai” oppure “il pranzo è per chi ha tempo da perdere”. Questa interpretazione eccelsa valse appunto l’Oscar a Michael Douglas; a lui va il merito di far entrare nella leggenda e nell’immortalità questo personaggio.

Nel 2010 è uscito il secondo capitolo Wall Street – il denaro non dorme mai, un sequel che non ha vinto la battaglia dei botteghini, ma che aveva tutte le potenzialità per farlo. Molto spesso i secondi titoli fanno rimpiangere l’originale, ma questo rimane un film di pregevole fattura, che non varrà il primo ma sicuramente rimane un’opera degna di nota. Il regista è sempre Oliver Stone, che ha richiamato Michael Douglas per farlo tornare a riprendere i panni del celebre Gordon Gekko, e convocando accanto a lui Shia LeBeouf.

Trama: Gekko finito in carcere per insider traiding e condotta d’affari immorale, esce nel 2001. Nel 2008 scrive un libro con il quale annuncia l’imminente crack del sistema finanziario mondiale e in specie quello americano. Dall’altra parte abbiamo Jacob “Jake” Moore, un giovane brillante che lavora per la banca d’affari “Keller Zabel”, che viene però spinta al fallimento dalle direttive illecite di Bretton James, della “Bretton Woods”. Jacob è fidanzato e pronto al matrimonio con la figlia di Gekko, Winnie che odia il padre e con il quale ha perso ogni contatto. Jacob si affida a Gordon Gekko per realizzare il suo piano e finanziare il progetto di una centrale che sfrutta l’acqua del mare per produrre energia, Gekko invece attraverso il futuro genero vorrebbe riallacciare il rapporto con la figlia.

Il panorama e lo scenario sono cambiati rispetto al rampante capitolo del 1987, l’economia ha svoltato pagina, è in recesso, adesso l’avidità non è più buona, il capitalismo e la speculazione hanno mandato sul lastrico migliaia di persone, ha fatto perdere posti di lavoro, e il bene più prezioso non è più il denaro, ma il tempo. Anche Gordon Gekko lo ha capito, e non è più soltanto uno spietato affarista senza scrupoli, ma egli riscopre anche un lato umano che nella precedente versione non era affiorato. Wall Street – il denaro non dorme mai, risulta comunque una piacevole visione che non lesina colpi di scena.

Una nota a margine per entrambi i film va fatta per quanto riguarda sia la scenografia, in entrambi i casi si rimane ammaliati dal paesaggio di New York, grazie alla maestosità dei palazzi resi al meglio dalle inquadrature aeree che regalano scorci mozzafiato, sia per quanto riguarda la colonna sonora che risulta molto efficace (per esempio la traccia: Talking Heads – This must be the place).

Non resta che dire: “buona visione a tutti”.  



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