Giovedi, 29 giugno 2017 - ORE:18:01

La vita di Adele vince Cannes ma guarda ben oltre la critica

la vita di Adele

la vita di Adele

La Vita di Adele si confronta con Il blu è un colore caldo”

Il film si ispira liberamente al graphic novel della giovanissima Julie Maroh Il blu è un colore caldo, e ha come protagonista una giovanissima Adèle Exarchoupolos e Léa Seydoux (finalmente in un ruolo che fa emergere le sue capacità interpretative e non le sue doti di femme fatale).La storia differisce da quella del fumetto solo per il messaggio che i due diversi autori hanno voluto inviare: Maroh ha cercato di raccontare la storia di Adele focalizzandosi sull’accettazione del suo orientamento sessuale, mentre Kechiche ha creato un personaggio femminile e ha raccontato di come una ragazza, un amore, le abbia stravolto l’esistenza.

L’odore di Emma mi ha preso il cuore. Sono rimasta paralizzata mentre tutto il mio essere voleva gettarsi contro di lei. Per due ore siamo esistite solo noi al mondo. L’unica cosa che conta per me è rivederla. Sprofondare nel blu immenso dei suoi occhi, rannicchiarmi tra le sue braccia, scomparire trai suoi baci”

— Il blu è un colore caldo, Julie Maroh

Andare oltre le critiche, immedesimarsi in Adele

Il La vita di Adele ha richiamato l’attenzione della critica e del pubblico per più motivi. Ricordiamo le testimonianze delle due attrici e del resto del cast riguardo i modi bruschi del regista e della tensione che spesso si creava sul set, la lunghissima scena di sesso che ha regalato al mondo le due attrici senza veli (ma con protesi in silicone) e le polemiche che ci sono state in seguito ad alcune dichiarazioni potenzialmente offensive nei confronti degli omosessuali.

A differenza di tutti gli altri film sulla tematica omosessuale, La vita di Adele è un film che cattura e lascia immedesimare tutti perché è una storia d’amore e passione che potrebbe avere per protagonista chiunque.

emma e adele

Adele è una ragazza come tante che sperimenta, scopre se stessa e affronta la vita e i suoi problemi con un’incrollabile ingenuità . La osserviamo dormire, studiare, perdere il pullman: siamo sempre con lei. Proprio per questo il regista è riuscito ad evidenziare la sua forte e spontanea sensualità che trasuda non solo dal suo splendido corpo, ma anche dalla sua bocca. Più volte Adele pranza in nostra presenza, senza curarsi troppo dell’etichetta, azzannando un kebab o una forchettata di spaghetti così come assaggia il corpo di Emma in altre scene (il regista decise che sarebbe stata lei la protagonista dopo averla osservata mangiare una fetta di torta).

Kechiche ho più volte precisato che la sua passione per i ruoli femminili l’ha spinto ad iniziare questo progetto, ma si evince comunque la sua intenzione di celebrare l’amore in quanto tale, senza concedersi a pregiudizi e morali, nemmeno per quanto riguarda il come le due protagoniste vivono la propria sessualità.

Ci intrufoliamo con la macchina da presa nella loro intimità

emmaScopriamo insieme ad Adele il sesso e l’amore. Insieme a lei incliniamo la testa per fissare gli occhioni blu di Emma e, nella seconda parte del film, proviamo sulla pelle le sue sensazioni. I titoli di coda vanno almeno fino a metà, perché non è facile liberarsi di quell’empatia che il film lancia sul pubblico durante le sue quasi tre ore di durata, come un velo. È difficile ritrovare se stessi dopo tre ore passate ad essere Adele.

È sempre stato un obiettivo che il regista si è posto nei suoi precedenti lavori, ma in questo film le riprese sono talmente soggettive da permeare sensazioni.
Questo è un film che insegna che ci sono cose che davvero non si possono dimenticare e altre che, invece, non si vogliono dimenticare.



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