Mercoledi, 1 marzo 2017 - ORE:18:44

La promessa dell’assassino: L’altra Londra di Cronenberg


La promessa dell'assassino

La questione morale e la mafia russa

La promessa dell’assassino è un thriller/noir del 2007  diretto da David Cronenberg. Il regista canadese ci porta nel mondo della mafia russa londinese, un mondo parallelo dove le leggi della società “normale” non esistono. Gli abitanti di questo luogo le hanno rifiutate infatti molto tempo fa, ponendosi al di sopra di esse abbracciando il lato bestiale dell’animo umano. Violenza e terrore sono il loro credo e le armi che usano contro i “normali”, che sanno bene della loro esistenza, ma preferiscono non vedere per evitare che questo oscuro e brutale universo coincida con il loro. Nonostante nel film si mostri la cultura ed il modus operandi di questa inquietante organizzazione criminale non è di essa che vuole trattare il lavoro di Cronenberg, bensì vuol analizzare il tema della scelta e della questione morale, il terribile momento in cui si è chiamati ad agire. Incarnazione di ciò sono i tre protagonisti di questa cupa storia: Nicolaj, Anna e Kirill.

naomi watts -annaAnna:

A Londra, in una fredda e piovosa notte d’inverno, vita e morte si intrecciano. Un affiliato della mafia russa viene brutalmente ucciso  poco prima che una giovane prostituta quattordicenne dia alla luce una bambina. Anna Khitrova (Naomi Watts) è l’ostetricia che assiste al parto, riuscendo a salvare la neonata, ma non la madre che muore per un’emorragia. Anna rimane molto scossa dall’accaduto e decide così di cercare la famiglia della ragazzina per poter affidare a loro la figlia appena nata. Così la dottoressa prende dagli effetti personali della defunta il suo diario, scoprendo che la giovane proveniva dalla Russia. La donna pur avendo origini di tale paese non sa leggere la lingua e consegna dunque il libretto allo zio Stephan affinché lo traduca per lei.

Viggo mortensenNikolai:

Nikolai Luzhin (Viggo Mortensen), è il glaciale autista e “becchino” (ovvero specializzato nello smaltimento dei cadaveri) della Vory V Zakone, una fratellanza criminale russa . Nikolai è un criminale navigato e professionale, imperturbabile e silenzioso, avvolto in un’aura di mistero. Infatti se da una parte sembra intenzionato a raggiungere con ogni mezzo la vetta dell’organizzazione, dall’altra sembra possedere un lato più umano che non si addice al suo lavoro. La chiave per la sua scalata comunque è il rapporto stretto che lo lega al figlio del boss della Vory, Kirill.

 

 

Vincent-CassellKirill:

Kirill (Vincent Cassel) è il figlio del boss della Vory V Zakone di Londra. Uomo tormentato ed instabile, nasconde dietro la faccia del criminale spietato e senza scrupoli il suo disagio esistenziale. Esso comprende fin troppo bene che tutto quello che fa non è nella sua natura, ma lo accetta nel tentativo di compiacere suo padre,dal quale non ha mai ricevuto affetto, ma solo i principi catechistici dell’organizzazione. Incline agli eccessi e ad azioni troppo impulsive, Kirill sembra avere un un’unico conforto nel rapporto ambiguo che lo lega al compare Nikolai, che vede come una figura paterna o forse qualcosa di più.

Le vite di questi tre personaggi si incrociano quando Anna riesaminando il diario della giovane prostituta morta, trova un biglietto  che la porta al ristorante etnico Trans-Siberian, di proprietà dell’anziano russo Semyon (Armin Mueller-Stahl). Il gentile ristoratore accoglie la dottoressa e ascolta il motivo della sua visita, rispondendo però di non aver mai conosciuto la giovane. Il suo atteggiamento cambia però quando scopre che esiste un diario della piccola defunta. Semyon infatti non è solo un vecchio gestore di un lussuoso ristorante, ma è il potente e brutale capo della fratellanza criminale russa di Londra, il padre di Kirill e il capo di Nikolai. La ragazzina morta era legata all’organizzazione e il diario potrebbe essere un grave problema per essa.

La lotta di Anna contro Vory V ZAkone

Comincia così uno scontro tra le due realtà, quella della Londra legale e normale di Anna e quella brutale e selvaggia della Vory V ZAkone. La  donna spinta dall’amore per la bambina da lei fatta nascere affronterà la cinica violenza della mafia. Questa lotta produrrà però inaspettati risultati, portando Nikolai ad oscillare tra luce ed oscurità e Kirill ad affrontare i suoi demoni. Una spirale oscura che non risparmierà nessuno, sia prede che predatori.

la-promessa-dell-assassino

Cronenberg firma con La promessa dell’assassino un noir nero come la pece e freddo come la lama di un coltello, probabilmente il miglior esponente del genere degli ultimi 10 anni. Pur lontano dai suoi esordi horror-sperimentali il regista canadese non rinuncia però alla caratteristica filmica che da sempre lo contraddistingue: la fissazione per il corpo umano e precisamente sulla sua mutazione e manipolazione, identificata qui nei tatuaggi della Vory V Zakone. Nella tradizione della mafia russa infatti ad ogni crimine commesso corrisponde un tatuaggio su una diversa parte del corpo. Marchi che i membri della fratellanza portano con orgoglio esattamente come medaglie, sfoggiandoli nelle riunioni spesso tenute in saune proprio per metterli in evidenza. Senza di essi non si è nulla, non si esiste. Storie violente dunque incise indelebilmente sulla pelle. Una volta segnati non si può tornare indietro, si abbandona il mondo normale per entrare nel lato oscuro di esso, abbracciando la via della bestialità. Cronenberg quindi enfatizza terribilmente sulla messa in mostra della corpo umano e della sua fisicità, centellinando per esempio le scene di violenza, ma rendendole estremamente cruente e quantomai realistiche, senza lesinare mai su sangue, sudore e soprattutto dolore.

Grande merito dell’efficacia narrativa e della resa davvero ottima dell’atmosfera va però anche al cast, composto interamente da attori di spessore. La bella e brava Naomi Watts è perfetta nel ruolo di Anna, trasmettendo efficacemente sia la sua paura che la sua incredibile forza d’animo. Vincent Cassel è invece il tormentato Kirill, il buffone che dietro le risate nasconde i singhiozzi del suo pianto interiore. C’è poco da aggiungere se non che Cassel è uno dei migliori attori contemporanei. Plauso anche allo storico attore tedesco Armin Mueller-Stahl che incarna “Il boss russo” per eccellenza. Infine giungiamo a lui, Viggo Mortensen, monumentale e magnifico Nikolai. Il regista costruisce per il suo attore feticcio un personaggio terribilmente affascinante, diviso tra luce ed ombra e per questo tramite tra le due (la scena del ristorante è esemplare). Mortensen recita ad un livello altissimo calibrando ogni movimento ed espressione per trasmettere l’aura di mistero ed ambiguità che circonda l’autista e non si sottrae neppure  a prove recitative più “atletiche” come la scena di sesso nel bordello o la celeberrima lotta furibonda nel bagno turco. In questa sequenza diventata ormai cult, nudo e solo affronta due sicari  in giacca e cravatta. Una delle sequenze di combattimento migliori mai realizzate, dall’altissimo tasso di brutalità e realismo. Una prova di recitazione che lo mise in lizza per l’oscar e che gli valse un prestigioso BIFA.

Sul piano tecnico il film è impeccabile. in particolar modo la fotografia, che mette bene in evidenza lo scontro tra la dimensione luminosa della normalità e quella oscura della criminalità e la colonna sonora composta dal maestro Howard Shore, mai banale e di grande impatto nella resa dell’atmosfera.

La promessa dell’assassino: il dilemma della scelta

Un film che è un’ulteriore conferma dell’abilità registica di Cronenberg, capace di affrontare efficacemente generi filmici diversi da quelli che lo resero in principio famoso e soprattutto di poter mettere la sua personale firma ad essi. Il regista plasma una pellicola forte, cruda e spietata che non parla però della mafia russa, ma che racconta bensì una storia di uomini che devono confrontarsi con il terribile dilemma della scelta , sotto il cielo grigio e piovoso del freddo inverno londinese.



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