Lunedi, 20 novembre 2017 - ORE:22:20

La Casa: dopo Raimi arriva il remake firmato Alvarez

La Casa

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La Casa: dipinto come un nuovo capolavoro del genere horror. Ma ne siamo proprio sicuri?

La Casa è il nuovo film del regista emergente, Fede Alvarez, tratto dall’omonimo film che nel 1981 lanciò agli altari della cronaca Sam Raimi. Le credenziali sono buone, ma la sostanza lascia maggiormente a desiderare, come si intuisce dalle prime sequenze.

L’inizio sembra molto promettente

La pellicola comincia subito con un prologo già ricco di suspense: infatti una ragazza all’apparenza normale, viene fatta prigioniera, trasportata in una casa nel bosco, incappucciata e in seguito legata ad un palo  pronta per essere bruciata; contemporaneamente una anziana signora legge un libro di incantesimi in cui si scorgono figure di demoni. Di lì a poco si scopre che questa ragazzina  è effettivamente posseduta da un’anima malvagia e l’unico modo per liberarla è bruciarla viva, e così avviene.

La CasaLa Casa

5 ragazzi, un necronomicon e una casetta in mezzo ad un bosco

I protagonisti della vicenda sono cinque ragazzi, Mia affetta da dipendenza da droghe dalle quali non riesce ad uscire, suo fratello David, Natalie, la ragazza di David, Olivia, un’infermiera amica di infanzia dei due fratelli, ed Eric un professore anch’esso amico di lunga data. I cinque decidono di trascorrere del tempo in una vecchia baita immersa in un bosco, nell’intento di aiutare Mia ad uscire dal tunnel della tossico dipendenza. Un ruolo chiave per lo scioglimento dell’intreccio, è rivestito dalla scoperta da parte dei due ragazzi della comitiva, di un libro contenente strane figure demoniache nel seminterrato della casa. Eric colto da curiosità legge una sorta di preghiera scatenando il risveglio di un demone che si impossessa del corpo e della psiche di Mia. Da questo momento in poi le vite dei cinque ragazzi corrono un grave rischio; infatti l’entità malvagia che è stata disturbata è un cacciatore di anime, e ha bisogno di cinque di esse per far sorgere sulla terra un abominio scatenando una pioggia di sangue.

Il sangue è un altro dei veri protagonisti di questo film, quando comincia ad aprirsi questa parabola di morte che colpisce i ragazzi; infatti sono molteplici le scene che sfociano nel purissimo “splatter”, sono all’ordine del giorno le braccia mutilate, gli aghi negli occhi, i chiodi nel viso e nelle mani, gli squarciamenti di guance e anche il classico utilizzo della motosega, vero e proprio simbolo della trilogia di Raimi.

Più disgusto che paura vera e propria?

Il senso però che lascia allo spettatore non è tanto di tensione dovuta ad una sorta di paura, non si ha un timore psicologico, ma piuttosto un disgusto per l’impatto visivo che creano queste scene violente, per i vari effetti speciali usati a regola d’arte e per il sound usato con maestria.

Locandina La CasaMolti effetti speciali, molto sangue versato.. ma poca originalità nella trama

Non è un horror vecchio stampo, ma un horror di questi tempi, che sfocia, come detto, troppo nello “splatter”, non curando molto l’aspetto psicologico dei personaggi (eccezion fatta per la protagonista Mia e in parte per suo fratello David), con dialoghi a volte banali, mai convolgenti e ricchi di cliché ( il demone sembra infatti strizzare un po’ troppo l’occhio alla bambina dell’Esorcista). Il risultato è che il film, per quanto riuscito in alcuni ambiti, come la scenografia, risulti in realtà con poco mordente e abbastanza deludente, nonostante il parere positivo della maggioranza della critica.



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