Giovedi, 19 gennaio 2017 - ORE:22:16

“ IO E TE” : in arrivo un film amaro e drammatico, venato di una sottile ironia


“Io e te” è la trasposizione cinematografica del noto romanzo dello scrittore romano, Niccolò Ammaniti, che insieme al regista , Bernardo Bertolucci, ha curato la sceneggiatura della pellicola.

Con un cast di giovani promesse e dallo script intenso e forte, il film affronta quegli anni così difficili e delicati tipici dell’adolescenza, di quella timida voglia di farsi accettare sempre e comunque da tutti, e di scomparire. La storia si svolge interamente nella Roma altolocata, soprattutto nell’ ambiente principale della narrazione : la cantina del palazzo dove vive Lorenzo, che è stata ricostruita nello studio dell’artista Sandro Chia a Trastevere.

Impersonato dall’esordiente Jacopo Olmo Antinori, Lorenzo Cuni è un introverso e solitario quattordicenne romano che vive in un palazzo elegante con i suoi genitori benestanti. Frequenta il liceo classico, visto come “un inferno in terra”, perchè non viene accettato dai compagni che lo vedono un tipo strano e disadattato. Per sopravvivere e andare a genio il più possibile, cerca allora di imitare gli altri ragazzi con discrezione, o meglio : recitando l’ andatura, seguendo il loro stile d’abbigliamento e di pettinatura, ridendo alle loro battutine, rispondendo con un atteggiamento spocchioso ai professori. Quando rientra nelle mura domestiche della sua “tana” è davvero se stesso, felice di stare in completa solitudine.

Un giorno a scuola sente una compagna di classe, Alessia Roncato, invitare alcuni amici a trascorrere una settimana bianca nella sua casa a Cortina. Tornato a casa, Lorenzo annuncia mentendo ai suoi genitori, sbalorditi ed euforici , la notizia dell’invito in montagna, i quali volentieri gli danno il permesso . Ma il ragazzo sceglie di barricarsi nella cantina della sua abitazione per passare la sua settimana bianca, facendo credere ai suoi di trovarsi davvero a Cortina, recitando bene la parte al cellulare quando viene chiamato dai suoi. Insomma qualche giorno per vivere in tranquillità e felicità la sua evasione dalla routine quotidiana : niente conflitti, niente fastidiosi compagni di liceo, niente commedie e finzioni.

Un giorno arriva all’improvviso un’apparente sconosciuta nel suo rifugio: è Olivia, la bella e fugace sorellastra che da anni non vedeva, incarnata da Tea Falco. Armeggiando con la serratura della porta della cantina , riesce ad entrare. Sorpresa di trovarci Lorenzo, gli chiede di ospitarla, perchè non aveva un posto dove dormire. In cambio, però , Olivia deve rispondere alle chiamate di sua madre , fingendosi appunto la mamma di Alessia.

I due iniziano a conoscersi, riaffiorano vecchi ricordi di quando erano bambini, si confidano segreti, passano momenti gioiosi e giocosi insieme, ballando sulle note di una vecchia canzone che cantava il giradischi .

La verità della comparsa della ventitreenne è un’altra: Olivia sta male, è chiaro. Non si regge in piedi, è dolorante ovunque, è pallida e piena di occhiaie. Il ragazzino realizza le poche nozioni che suo padre gli forniva su Olivia, che le ha sempre dato problemi a non finire. E’ proprio quest’ultima che permette a Lorenzo di entrare più da vicino in quel lontano e orrendo universo che si chiama “mondo dei grandi”.

La ragazza confessa al fratellastro di essere caduta nella rete della droga, ma che non sarebbe più successo, in quanto avrebbe voluto smettere con “quella merda”. Invece una mattina quando Lorenzo si sveglia, non trova più la ragazza, con la quale era nato un sentimento fraterno, ma un biglietto, dove lo ringrazia per averla aiutata e che è contenta di aver scoperto un fratello nascosto in una cantina.

Dopo 10 anni, quando Lorenzo è diventato adulto, arriva la struggente e tagliente notizia che Olivia è morta nel bar della stazione di Cividale del Friuli, il 9 gennaio 2010, per overdose.

La promessa che gli aveva fatto di non drogarsi più, non ce l’ha fatta a mantenerla. Perchè quando si è così troppo dipendenti e fragili, è difficile sottrarsi da quel tunnel buio e letale.

Un film che, dato il grande successo del romanzo di Ammaniti, riuscirà benissimo a fare sorridere, riflettere e a commuovere. Un racconto di formazione che, con uno stile asciutto e preciso, ci fa capire quanto sia breve eppur complicato quel “metro” che separa l’adolescenza dal mondo degli adulti.



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