Martedi, 30 maggio 2017 - ORE:11:15

Il Corvo: la lunga notte della vendetta


vendetta del corvo

Il Corvo è un film del 1994 diretto da Alex Proyas, tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr.

La pellicola si apre dandoci uno scorcio della “Notte del Diavolo” (la notte che precede Halloween), durante la quale  Detroit viene messa a ferro e fuoco dalle gang criminali per dimostrare la loro incontrastata supremazia sulla città. In questo clima infernale viene commesso un atroce delitto, Eric Draven (un ottimo Brandon Lee), un giovane musicista e la sua ragazza Shelly Webster sono stati brutalmente aggrediti nel loro appartamento il giorno prima del loro matrimonio. Sulla scena del crimine gli agenti della polizia guidati dal sergente Albrecht sono alla ricerca di indizi sui colpevoli, mentre i paramedici cercano disperatamente di salvare la giovane donna. Per Eric purtroppo non c’è più nulla da fare, gli assassini dopo avergli sparato più colpi in corpo l’hanno scagliato fuori dalla finestra, situata molti metri da terra. Il suo corpo esanime sulla strada viene caricato sull’auto del coroner.

Nel frattempo Albrecht ordina di portare velocemente Shelly sull’ambulanza e per questa sua decisione ha un battibecco con il detective Rodriguez, un ottuso poliziotto che pensa che i gradi siano la misura della bravura di un agente. Sulla scena arriva anche Sarah, una ragazzina con gravi problemi familiari, della quale la coppia si prendeva amorevolmente cura e vedendo la sua amica in partenza con l’ambulanza si precipita verso di lei. La giovane prima di perdere conoscenza chiede dove sia Eric, perchè deve prendersi cura di Sarah. Il sergente è costretto a mentirle dicendo che lo troverà. La ragazzina capisce che Albrecht ha mentito a fin di bene ma sa anche che pure per Shelly ormai non ci sono speranze e scoppia a piangere tra le braccia del poliziotto. Tutto sembra destinato a finire nel dimenticatoio, la polizia è inerme e il crimine, signore incontrastato della città, non trova nessun ostacolo sulla sua via di omicidi e delitti. Ma non questa volta. Questa volta il male commesso è stato troppo e non può essere lasciato impunito, come ci dice Sarah nella prima sequenza del film:

“Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse le cose a posto.” Sarah

Un anno dopo il triste fatto, Sarah si reca a rendere omaggio alle tombe dei suoi amici defunti. Essa lascia dei fiori e delle parole di affetto per la coppia mentre comincia piovere. In procinto di andarsene scorge un maestoso corvo posarsi sulla tomba di Eric, ma non dandogli peso si reca al un chiosco dove ha ha un appuntamento con Albrecht, diventato suo grande amico. Contemporaneamente i criminali colpevoli dell’omicidio di Eric e  Shelley stanno vandalizzando e preparando a far esplodere una sala giochi. Questi rifiuti umani sono: T-Bird, la mente e il capogruppo della banda, chiamato così per via della sua macchina (una Ford T-Bird); Tin Tin, un uomo di colore maniaco dei coltelli; Fun Boy, un eroinomane, pervertito e stupido, amante della madre di Sarah, che gli è succube; infine Skank un pazzo schizzato che vede in T-Bird una figura da imitare. Tutti loro sono però al soldo di Top Dollar (un perfido Michael Wincott), signore assoluto del crimine di Detroit, folle  e con diverse perversioni (cannibalismo e incesto con la sorellastra), ma anche affascinante. Tutti loro non sanno però che molto presto avranno un appuntamento col destino.

Nel cimitero, mentre infuria il temporale, il corvo becca sulla lapide di Eric e quest’ultimo riemerge dal terreno con un urlo disperato. Il suo corpo è integro, giovane, ma porta i terribili segni della sua ultima notte di vita. Spaventato e confuso, il giovane lasciandosi guidare dal volatile riesce a raggiungere la sua abitazione ormai abbandonata. Appena entrato apprende di aver ottenuto diversi poteri dalla sua nuova condizione soprannaturale: toccando oggetti (o persone) legate al suo passato ne acquisisce i ricordi vivendoli, qualsiasi ferita subisca immediatamente si rimargina e pare che la sua forza si aumentata tremendamente. Eric è tormentato dai ricordi felici che rivive nella sua casa e più ricorda più la rabbia e il desiderio di vendetta aumentano, fino a quando, dopo aver visto una maschera da pierrot, decide di dipingersi in tal modo il viso e di indossare i suoi vecchi indumenti da palcoscenico.

La canzone Burn del gruppo The Cure, accompagna in un crescendo di furia la vestizione del nostro antieroe. Si completa qui la rinascita di Eric, tutt’uno ora con il corvo, fonte del suo oscuro potere. Gli occhi del giovane sono quelli del volatile. Una simbiosi letale, diabolicamente perfetta. Nella lunga notte di Halloween Eric Draven, unito con l’oscurità, darà al caccia ai suoi assassini con inaudita ferocia, eliminando chiunque cerchi di intralciarlo, ma avrà anche l’occasione di aiutare ancora i suoi amici, prima di dover dir loro addio per poter riabbracciare nella’aldilà la sua amata Shelly.

La Vendetta del Corvo

vendetta del corvo

La pellicola di Proyas, pur non vantando una trama molto originale, riesce ad affrontare i temi dell’amore e della vendetta in maniera egregia, fondendoli per ottenere un  cocktail  esplosivo di grandi scene d’azione ma anche di scene drammatiche ricche di pathos. Inoltre pur smussando i toni duri e crudi del lavoro di O’Barr ne mantiene intatta l’atmosfera e le citazioni colte (La poesia Il Corvo di Poe citata nella scena del banco dei pegni). Il cast svolge più che bene il proprio lavoro, spiccano naturalmente le interpretazioni di Brandon Lee, che incarna egregiamente il bello e dannato, e di Michael Wincott, cattivo perfetto. Inoltre la colonna sonora con i suoi pezzi Punk/Metal firmati da gruppi come Rage Against the Machine, Nine Inch Nails e stone Temple Pilots, e altri orchestrali opera di Graeme Revell, riescono a infatizzare le scene d’azione e quelle drammatiche rendendoci ancora più partecipi delle immagini che scorrono sullo schermo.

Purtroppo oltre che per la sua buona qualità il film viene ricordato anche perchè ultimo lavoro di Brandon Lee, scomparso tre giorni prima della fine delle riprese in un incidente sul set. Lee morì per un colpo di pistola non caricata a salve, in circostanze che ancora oggi restano dubbie. La sua scomparsa causò l’interruzione delle riprese e sconvolse terribilmente i membri del cast e della troupe. Quando tutto il lavoro svolto stava per naufragare definitivamente, furono le incessanti richieste di Eliza Hutton, fidanzata di Brandon che convinsero tutti a continuare dopo 2 mesi di blocco. Le scene mancanti di Lee furono girate in parte al computer e in parte con l’aiuto degli stuntman Chad Stahelski e Jeff Cadiente, grandi amici del defunto attore. Il budget per la produzione schizzò alle stelle, ma la fatica e il dolore per la sua realizzazione furono ripagati da un successo globale di pubblico e critica e da un incasso che superò i 170 milioni di dollari, in parte anche complice la triste scomparsa del suo protagonista.

Sebbene molti dicano che Il Corvo sia sopravvalutato perchè legato alla morte di Brandon Lee, esso si colloca come un ottimo film d’azione e intrattenimento che piacerà agli uomini per la sua componente action e alle fanciulle per la sua storia d’amore shakespiriana. Esso non vuole assolutamente ergersi a pellicola impegnata. Ma proprio per questo si è meritata di diventare in pochi anni un film cult, che ha consegnato alla leggenda il suo promettente protagonista (come recentemente è accaduto al compianto Heath Ledger), legandolo a se per sempre ma permettendo anche che il suo ricordo non svanisca.

Per guardare gli scatti più belli del film “Il Corvo” clicca sull’immagine sottostante:



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