Domenica, 20 agosto 2017 - ORE:09:15

Il coraggio invincibile di Bethany Hamilton nel film ‘Soul Surfer’


Bethany Hamilton

La vera storia di Bethany Hamilton

“Più grande di uno tsunami, più forte di qualsiasi paura”, ‘Soul Surfer’, film del 2011 diretto da Sean McNamara, ti resta dentro.

In un’epoca in cui i film per teenager (e non solo…) vengono strumentalizzati sempre più come puri mezzi per far guadagno, indipendentemente dal messaggio o dal contenuto, questa pellicola, una ventata d’aria fresca per chiunque abbia la fortuna di dedicarle qualche ora e qualche pensiero, racconta l’incredibile quanto vera storia di Bethany Hamilton, surfista di Kauai.

All’età di 8 anni Bethany vince la sua prima gara e diventa subito una promessa del surf, passione ereditata da entrambi i genitori. E’ una campionessa vera, lo si vede dal modo in cui si muove, dalla cura e dalla passione dedicata a quello che per lei non è solo uno sport, dalla sua straordinaria capacità di sentire l’oceano e i suoi cambiamenti. E’ destinata a diventare grande.

E poi arriva il 31 ottobre 2003.

Sono le 7.30 del mattino e come ogni giorno Bethany è in mare ad allenarsi con la migliore amica Alana. “Ero stanca, surfavo da un po’, mi stesi sulla tavola, un braccio nell’acqua e uno a tenere la tavola. Ho sentito strapparsi il braccio sinistro, ho visto il mare che diventava rosso”. Uno squalo tigre di 8 metri l’aveva aggredita portandole via di netto l’arto fino alla spalla e trascinandola giù con sé. Lei lo scalcia sul muso e torna su, si aggrappa alla tavola, viene trasportata fuori dall’acqua e poi in ospedale.

Si salva per miracolo, come dirà suo padre, dopo aver perso il 60% del sangue e non aver emesso neppure un grido. E la prima cosa che gli chiederà sarà: “Quando potrò tornare a surfare?”.

Forse è difficile capirlo per noi, ma per Bethany Hamilton non ci sono mai stati ‘se…’ o ‘ma…’ riguardo al surf, riguardo alla vita. “Non mi serve che sia facile, mi serve che sia possibile!” dirà in seguito e infatti, meno di un mese dopo, è di nuovo in acqua, cercando di capire come ricominciare a surfare come prima. Meglio di prima.

Nel gennaio del 2004 torna alle competizioni piazzandosi quinta, già a luglio vince l’ESPY, il premio di ESPN per il miglior ritorno dell’anno, e fa uscire la sua prima autobiografia,“Soul Surfer: A True Story of Faith, Family, and Fighting to Get Back on the Board”, che diventa un bestseller in poco tempo.

Incredibilmente, l’anno dopo consegue il titolo nazionale che da tanto si impegnava a vincere, e nel 2007 realizza il sogno di una vita entrando nel campionato professionistico e piazzandosi subito terza nella prima gara assoluta.

Ma non sottovalutatelo, quello che che l’ha portata fin lassù, fra le leggende del surf, è stato un percorso a dir poco estenuante e i momenti di sconforto, anche se rari, non sono certo mancati. Come quando vediamo AnnaSophia Robb, la giovane attrice che la interpreta nel film, regalare tutte le tavole dicendo ‘Mai più’ o strappare il braccio sinistro anche alla sua Barbie.

“E’ la mia storia” afferma Bethany “Non è annacquata. Sono felice di poterla condividere, di mostrare come Dio ama ognuno di noi. Ci sono aspetti che saranno interessanti per tanta gente. E poi, è stato molto eccitante avere due genitori come Dennis Quaid e Helen Hunt (nella parte dei signori Hamilton nel film n.d.r.). Quasi come i miei…”.

Nel cast anche Lorraine Nicholson, figlia di Jack, che interpreta Alana Blanchard, e Carrie Underwood, molto conosciuta ed apprezzata in patria, con il ruolo della saggia insegnante Sarah Hill.

Forse non vincerà l’Oscar, ma di sicuro ‘Soul Surfer’, come la stessa vita di Bethany Hamilton, è una storia che fa bene al cuore, che ti fa venir voglia di credere di più in te stesso e negli altri, di perderti e ritrovarti ogni volta inseguendo i tuoi sogni, di riscoprire i valori più autentici e i messaggi positivi della vita, i meravigliosi luoghi della Terra e dell’anima, cambiando prospettiva su ciò che ti circonda e ti succede, senza abbatterti o perderti d’animo, perché ‘è difficile vedere davvero le cose da troppo vicino.’
Qui il trailer ufficiale italiano:



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