Mercoledi, 13 dicembre 2017 - ORE:21:46

Gran Torino : come le memorie di un ex soldato americano possono intrecciarsi alla vita di due giovani coreani


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Walt Kowalski ( Clint Eastwood ) è un reduce americano della guerra di Corea che si trasferisce in un quartiere periferico del Midwest per trascorrere in tranquillità una vita da civile dopo anni di servizio nella US Army. Dopo la morte della moglie – il funerale è la scena d’ apertura della pellicola – Walt si ritrova improvvisamente solo nella sua casa , in cui gli tengono compagnia unicamente il suo fido cane e la sua Ford Gran Torino del 1972 , sempre perfettamente tirata a lucido e gelosamente custodita in garage. I due figli di Walt, Mitch ( Brian Haley ) e Steve ( Brian Howe ), assieme alle loro mogli, non si dimostrano all’ altezza della situazione: non comprendendo fino in fondo la solitudine in cui sprofonda Walt – complice anche il difficile rapporto padre – figlio maturato in gioventù –, sono molto più interessati alla loro famiglia ed ai vantaggi che potrebbero trarre dalla scomparsa della moglie di Walt, meditando di relegare il padre in un ospizio tenendosi per sé la casa.

Walt, disapprovando ancora una volta la condotta dei figli, vive una vita confinata nei suoi ricordi di giovane militare, memorie ricche d’ orgoglio e d’ azione, ma anche di rimorsi. Di questo turbamento interiore sembra accorgersi il giovane padre Janovich ( interpretato da un convincente Christopher Carley ), che ha promesso alla moglie di Walt, sul letto di morte, che avrebbe vigilato su di lui. Walt, con l’ orgoglio senile di chi non necessita aiuto da nessuno – magistrale, a questo proposito, un Clint Eastwood serio e maturo -, rifiuta categoricamente il supporto offertogli da padre Janovich, continuando a condurre una vita solitaria e tranquilla: tale tranquillità verrà però presto turbata.

Il vicinato di casa Kowalski è costituito principalmente da immigrati e figli di immigrati coreani, con minoranze afroamericane e messicane. L’ odio maturato negli anni della guerra non è certo scemato in Walt, e tanto meno intende sopirsi dopo aver sventato il furto della propria Gran Torino, architettato come rito d’ iniziazione in una gang coreana per il giovanissimo vicino di casa Thao ( Bee Vang ), ragazzo timido ed introverso, spinto a tale gesto dall’ insistenza e dalla violenta tracotanza di più anziani membri della gang.

La situazione si ribalta quando Walt vede la sorella maggiore di Thao, Sue Lor ( Ashley Her ), aggredita da un gruppo di afroamericani che intendono molestarla: con fermezza ed autorità marziale, Walt fa fuggire i molestatori estraendo una pistola, riportando poi a casa Sue.

Nei giorni successivi all’ aggressione di Sue Walt fa la conoscenza della famiglia Lor, stupendosi della loro ospitalità – del resto aveva combattuto in un cruento conflitto contro quello stesso popolo anni fa –, realizzando che con la sua stessa famiglia non riesce a sentirsi così a proprio agio, così naturalmente integrato.

La relazione che paradossalmente si instaura con la famiglia coreana continua e si fa più stretta quando i Lor, per scusarsi dello sconclusionato gesto del figlio Thao, lo offre come lavorante allo stesso Walt: dapprima rifiutandosi categoricamente di assumersi la responsabilità di formare dal punto di vista lavorativo il “ tardo “ Thao, Walt poi ci ripensa all’ improvviso: prende con sé il ragazzo e non solo lo mette al lavoro facendogli svolgere piccole mansioni di utilità domestica, ma lo fa addirittura assumere come manovale nell’ edilizia, fornendogli gratuitamente tutti gli strumenti necessari.

In questo modo Walt pare ripagare un debito morale nei confronti di se stesso e dei soldati coreani che egli stesso aveva ucciso, spesso anche – suo malgrado – con crudeltà e senza motivo; contemporaneamente il “ tardo “ Thao matura, diventando “ un vero uomo “, arrivando addirittura ad ottenere un appuntamento con la ragazza di cui da tempo si era invaghito – Walt in questa occasione, suggellando la loro relazione di amore – odio, concede a Thao di guidare la Gran Torino – .

Il momento felice sfortunatamente non è destinato a durare: Thao viene aggredito dalla gang coreana, mentre sua sorella subisce uno stupro sempre di loro mano; la stessa casa dei Lor viene investita da una raffica di proiettili. Thao, furente, vuole risolvere con la violenza la questione, avvalendosi dell’ abilità di Walt con le armi, abilità di cui aveva già fatto sfoggio precedentemente.

A questo punto il conflitto interiore di Walt si manifesta nella sua violenza: consapevole di ciò che significa avere sulla coscienza la vita di un uomo ucciso barbaramente, Walt rinchiude Thao nella sua casa per evitare che compia atti inconsulti, mentre lui si dirige sotto casa dei membri della gang coreana.

La conclusione è drammatica: Walt, disarmato, si lascia uccidere brutalmente dalle raffiche di mitraglietta della gang; la polizia sopraggiunge, arrestando i membri della banda per aver assassinato una persona disarmata. Thao e sua sorella Sue rimangono con la coscienza linda, maturati grazie agli insegnamenti di Walt, che come ultimo regalo lascia a Thao la sua amata Gran Torino.



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