Mercoledi, 18 ottobre 2017 - ORE:01:54

Ghostbusters: in memoria di Harold Ramis

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Alzi la mano chi non ha mai visto da bambino Ghostbusters

Ok, adesso invece chi non l’ha mai visto in generale!…molto bene se avete alzato la mano mi dispiace molto ma la vostra vita ha una lacuna gravissima. Va bene dai, basta con gli scherzi e siamo seri. Pochi giorni fa purtroppo è arrivata la notizia della scomparsa di Harold Ramis, uno dei quattro storici acchiappafantasmi, ovvero il buffo Dr. Egon Spengler, affetto da una rara malattia. Molti non sanno però che oltre ad aver recitato nel film, Ramis ne ha pure scritto a quattro mani la sceneggiatura con l’amico Dan Aykroyd. In questo articolo renderemo omaggio allo sfortunato artista analizzando questa pellicola ormai divenuta cult assoluto e trattando pure in breve della carriera di Harold, attore, sceneggiatore e pure regista. Vai con le danze!

New York, 1984

All’università di New York lavorano nel reparto di parapsicologia i dottori Peter Venkman (Bill Murray), Raymond “Ray” Stanz (Dan Aykroyd) ed Egon Spengler. I tre da anni studiano un modo per dimostrare l’esistenza dei fenomeni paranormali, ma i loro risultati sono a dir poco inconcludenti, tanto da essere ormai da tempo a rischio licenziamento. La svolta però sembra arrivare quando ricevono una chiamata urgente dalla Biblioteca Pubblica. Pare che ci sia uno “spettro” che si aggira al suo interno e per la precisione quello dell’ex bibliotecaria, Miss Twitty. Nonostante il salace Peter pensi al solito scherzo di cattivo gusto, insieme a Ray ed Egon si reca sul posto. Gli strambi strumenti di Spengler rilevano qualcosa e, con somma sorpresa dei tre, il fantasma (o ectoplasma come ama rettificare Egon) esiste ed è pure poco amichevole! Dopo una una rocambolesca fuga i tre ghostbusters si dirigono in fretta e furia al loro laboratorio per analizzare i dati ed i campioni raccolti, animati ora da nuovo entusiasmo.

Ghostbusters (1)Sfortunatamente per gli scienziati il rettore ha optato per il loro licenziamento ed ha già provveduto allo sgombero del loro materiale e dei loro uffici. Senza più un lavoro ed un posto dove effettuare ricerche, Peter lancia l’idea di mettere su una nuova attività con cui mantenersi: gli “acchiappafantasmi su commissione“. Per finanziare il progetto Venkman convince Ray ad ipotecare la casa d’infanzia. Una parte dei soldi viene investita da Spengler per la creazione: dello zaino protonico, un apparecchio che emette un flusso di particelle utili a catturare l’energia psicocinetica degli spettri, la “trappola per fantasmi” un marchingegno per il loro intrappolamento, il rivelatore per rintracciarli ed infine la “stazione di stoccaggio“, il contenitore dove rinchiuderli una volta imprigionati. L’altra parte dei soldi invece viene usata per acquistare il quartier generale dei Ghostbusters, una vecchia stazione dei pompieri da rimettere in sesto, come il mezzo usato per gli spostamenti, una vecchia ambulanza. Una volta che tutto è pronto non resta che aspettare le telefonate dei clienti, filtrate dall’annoiata segretaria Janine (Annie Potts).L’unica cliente che si presenta dopo aver visto la sgangherata pubblicità in TV è la bella violoncellista Dana Barret (Sigourney Weaver) la cui casa è infestata da strane entità. Peter accetta di effettuare un sopralluogo nell’abitazione della donna, più per fare colpo su di lei che per lavoro, senza ottenere però risultati rilevanti. Poco tempo dopo ecco però la grande occasione: al lussuoso Sedgewick Hotel un fantasma ingordo sta portando scompiglio ed il direttore ha richiesto espressamente l’intervento dei Ghostbusters. Nonostante i tre portino il caos nell’albergo alla fine riescono a catturare il pestifero ectoplasma. Gli Acchiappafantasmi diventano così la notizia del momento.

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L’agenzia viene letteralmente sommersa di chiamate per estirpare spettri di ogni sorta e decine di giornalisti di quotidiani, riviste, telegiornali, scrivono pezzi e fanno servizi sul trio, alimentandone ulteriormente la fama. La mole di lavoro è talmente grande che è necessaria l’assunzione di un nuovo membro nella squadra ed il posto è assegnato a Winston Zeddemore (Ernie Hudson).

Ma non tutti amano il quartetto. Infatti, il funzionario del Dipartimento dell’Ambiente, Walter Peck, ritiene che i Ghostbusters siano dei ciarlatani e che gli strumenti che usano siano dannosi per la città. Sua intenzione è quella di far chiudere e disattivare il sistema di stoccaggio della centrale. Inoltre pare che il fulcro dell’attività paranormale si trovi nel grattacielo dove abita Dana, la quale verrà coinvolta insieme allo strambo vicino di casa Louis Tully (Rick Moranis) nelle mire di resurrezione di un’entità sovrannaturale di nome Gozer, pronta a scatenare la sua furia su New York. Tra mille disavventure e peripezie toccherà ai quattro buffi acchiappafantasmi risolvere la situazione, salvare la donzella e riportare la serenità nella Grande Mela.

La forza di questo film diretto da Ivan Reitman sta nella sua semplicità. Una trama per niente complessa ma che non annoia mai e soprattutto un gruppo di attori preparati e portati per natura all’improvvisazione, in modo tale da tenere sempre alta l’asticella del ritmo e dell’umorismo.

La sceneggiatura scritta dal buon Ramis e da Aykroyd è stata progettata per esaltare le doti istrioniche di tutti gli attori, lasciandoli liberi di svariare durante le riprese. Aykroyd e Murray venuti alla ribalta con il Saturday Night Live, danno il meglio di loro in esilaranti gag studiate perfettamente per le loro caratteristiche. Ma il resto dal cast non è da meno, tutti gli attori sono calati ottimamente nelle proprie parti ed un cenno particolare va al canadese Moranis, di una comicità disarmante. La pellicola è un ricettacolo di battute storiche e di scene cult come quella del primo utilizzo degli zaini protonici, oppure lo scontro con il gigantesco uomo Marsmallow, per citarne due a caso. La stessa sigla degli Acchiappafantasmi è sempre oggi una hit musicale intramontabile.

Il comparto tecnico infine era il massimo che si potesse ottenere negli anni 80 e anche oggi fa la sua bella figura. Fotografia, regia e la già citata colonna sonora sono impeccabili in questa commedia/scifi.

Gli altri lavori di Harlod Ramis

Ramis dunque ha davvero un grande merito nella riuscita di questa piccola perla, ma la sua carriera va ben oltre questo. Prima di Ghostbusters Harold aveva collaborato ad un altro classico della commedia, Animal House con John Belushi. La scomparsa di quest’ultimo ruppe un sodalizio ed un’amicizia che forse avrebbe prodotto altri grandi lavori.

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Ma il nostro artista non si lascia cadere nello sconforto e si butta a capofitto nel progetto di Reitman e Aykroyd, con i risultati che sappiamo. Prosegue il suo lavoro partecipando a Ghostbusters II e lavorando ad altre sceneggiature, progettando nel frattempo la sua carriera da regista. Dietro la cinepresa firma il suo capolavoro con Ricomincio da capo, con protagonista l’amico Murray. Dirige poi attori del calibro di De Niro e Billy Crystal nella simpatica commedia Terapia e pallottole e nel suo seguito Un boss sotto stress.

Prima di morire Ramis stava lavorando coi suoi vecchi compagni al terzo, attesissimo episodio di Ghostbusters, adesso slittato a data da definirsi. I produttori continuano a sostenere che si farà ma io e tutti i fan della saga vogliamo dare loro un consiglio: state attenti a non rovinare tutto, ma soprattutto, come diceva il buon Egon “Mai e poi mai incrociare i flussi!”.



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