Giovedi, 27 aprile 2017 - ORE:12:56

Elizabethtown, celebrazione della wanderlust e della voglia di vivere


Elizabethtown
Elizabethtown è un film del 2005 di Cameron Crowe, regista famoso per film come Jerry Maguire, nei quali decostruisce lo stereotipo americano secondo il quale il lavoro e il successo fanno la felicità.

La Trama – Difatti, Elizabethtown racconta di Drew, giovane designer di scarpe per una multinazionale, che si trova a fronteggiare un colossale fiasco dopo che la sua scarpa, frutto di anni e anni di lavoro, è appena uscita sul mercato con tremendo insuccesso. Il capo lo convoca per licenziarlo e informarlo che l’intera faccenda porterà l’azienda sull’orlo del fallimento. L’avvenimento spinge la fidanzata a lasciarlo, e così Drew decide di farla finita. Durante un bizzarro tentativo di suicidio con una cyclette, lo chiama la sorella: il padre è morto mentre si trovava nella sua città natale, Elizabethtown, e tocca al protagonista riportare a casa le sue ceneri. Drew decide che il suicidio è solo rimandato. Prende così un aereo per il Kentucky: durante il volo conosce Claire, un’hostess svampita e logorroica che al termine del volo gli lascia una mappa per raggiungere Elizabethtown con annotato il proprio numero di telefono. Drew arriva nella città natale del padre, tipica provincia del sud, e lì conosce decine di parenti, tutti strampalati e fin troppo espansivi, ma dei quali ben presto impara ad apprezzare la compagnia. Ma finiti i primi convenevoli si ritrova solo in hotel: cosa fare se non chiamare Claire? Inizia così un’amicizia, dapprima con una chiacchierata al telefono che dura tutta la notte, poi con un giro ben poco turistico nei dintorni di Elizabethtown, e via così, mentre Drew si misura con i sensi di colpa per aver trascurato i familiari negli ultimi anni del successo, con tutti che si impicciano nelle sue faccende, e col suo fiasco clamoroso che presto verrà svelato al mondo intero tramite una rivista economica. L’amicizia con Claire e un lungo viaggio in auto per tornare a casa gli faranno vedere i problemi sotto un’altra prospettiva e capire che il suicidio non è per niente ciò che vuole.

Elizabethtown


Il Lieto Fine – Alla base del film sta la classica ricetta americana di personaggi in difficoltà che a fine pellicola ottengono il loro lieto fine, una ricetta che tutti sostengono di detestare ma che in realtà rimane una tra le vincenti. La cosa che invece colpisce nel film, è che ci viene presentata un’America “vera”, incredibilmente distante dalle megalopoli patinate e le province da fiaba che ci vengono propinate sullo schermo: i parenti del sud sono straordinari personaggi-macchietta, e la colonna sonora è trascinante e mai banale; ma la parte del leone la fa il meraviglioso viaggio finale, che nonostante il poco spazio ritagliato nel film, vale la pena della visione completa di esso.

Infatti Claire, esperta viaggiatrice, convince Drew a tornare a casa in auto da solo, e gli dona una mappa sui generis che aiuterà il ragazzo nel viaggio, sia geograficamente che spiritualmente. Il protagonista si ritroverà a passare da città, campagne, foreste, fiumi, facendoci conoscere il variegatissimo panorama statunitense, condito anche da tappe dal valore più profondo, come ad esempio la passeggiata a Memphis alla ricerca di tracce di Elvis e Martin Luther King.

I Personaggi – Kirsten Dunst e Orlando Bloom vestono i panni dei protagonisti: perfetta la prima, mentre Bloom mantiene la sua spiacevole inespressività, forse qui salvata in corner dal fatto che per gran parte del film il suo personaggio è in uno stato di profonda apatia. Completano il cast Susan Sarandon nel ruolo della mamma di Drew ed Alec Baldwin, che interpreta il sardonico capo della multinazionale. Le battute pronte e costellate di humour nero rendono irresistibile il cocktail, assicurandoci un film imperdibile.

Per guardare gli scatti più belli del film “Elizabethtown” clicca sull’immagine sottostante:



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