Martedi, 28 marzo 2017 - ORE:21:35

Ritorna sugli schermi Downton Abbey, il period drama più amato del momento


Mentre la tv italiana trasmette a ciclo continuo telefilm americani come Gossip Girl e Grey’s Anatomy, Downton Abbey, gioiello della produzione televisiva britannica, rimane relegato a uno spazietto defilato su Rete 4 assieme a Tempesta d’Amore. Eppure in madrepatria, dov’è uscita nel 2010, questa serie è una delle più apprezzate, tanto da aver vinto premi come il Golden Globe.

Downton Abbey è il nome dell’immaginario maniero dello Yorkshire dove la storia, ambientata nei primi anni ’10, si svolge. L’enorme e sfarzosa proprietà appartiene da generazioni ai Crawley, conti di Grantham, una famiglia di sangue blu affabile ma al tempo stesso ancorata a tradizioni secolari: una di queste non permette alle donne di ereditare tenuta né titolo, costringendo il conte, padre di tre figlie ormai grandi, a nominare suo erede un lontano cugino.

Ma nei primi minuti dell’episodio pilota, Downton è scossa da una notizia epocale: il Titanic, enorme nave passeggeri inaugurata pochi giorni prima, è tragicamente colata a picco nel suo viaggio verso il Nuovo Mondo, causando centinaia di morti e feriti. I Crawley apprendono ben presto che l’erede si trovava a bordo della suddetta nave ed è perito nell’incidente: occorre quindi trovare chi lo sostituirà in futuro nel ruolo di conte di Grantham. Ma la trama, finora piuttosto banale, non ruota solo attorno ai Crawley e alle loro problematiche tipiche dell’aristocrazia: dall’altra parte troviamo i numerosi servitori di Downton, ognuno con delle mansioni ben precise e coi propri problemi. C’è chi aspira a diventare valletto personale e chi sogna piuttosto una vita diversa, chi sgobba tra pentole e camini da pulire e chi invece si occupa di vestire i membri della famiglia in maniera appropriata, chi nutre un sincero affetto per i padroni e chi al contrario fa di tutto per mettere loro i bastoni tra le ruote.

La prima cosa che colpisce del telefilm è come la trama si intrecci indissolubilmente con gli eventi storici del periodo in cui è ambientata: avvenimenti come la febbre spagnola, il movimento delle suffragette, la Prima Guerra Mondiale mettono in moto le vicende della serie. Il copione dà grande spazio anche a simpatici siparietti riguardanti le innovazioni tecnologiche di quel tempo: nei primi episodi molti personaggi hanno paura di toccare gli interruttori della luce, temendo di rimanere fulminati, e il maggiordomo si trova a disagio nel familiarizzare col telefono.

Oltretutto, la trama ci fa rivivere in maniera realistica uno stile di vita ormai lontano dal nostro: vediamo ad esempio i Crawley andare a caccia, oppure un cameriere incaricato di stirare il quotidiano appena arrivato per evitare che il conte si macchi le mani con l’inchiostro fresco. Anche i costumi sono curatissimi dal punto di vista storico. Il cast è composto per la maggior parte da attori teatrali molto conosciuti in Gran Bretagna: tra i tanti, citiamo Hugh Bonneville (l’ingenuo Bernie di Notting Hill) nei panni del conte di Grantham e Maggie Smith, meglio conosciuta col nome di professoressa McGranitt, nel ruolo dell’arguta madre del conte.

La terza serie, ambientata a partire dal 1920, ci riserva sicuramente splendide puntate e tante novità: un matrimonio, una nascita, si vocifera addirittura di una morte. E chissà che non vedremo le ragazze Crawley ballare il charleston.



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