Mercoledi, 28 giugno 2017 - ORE:03:45

(500) giorni insieme, dove amore e cultura pop si incontrano

500 giorni insieme


Avete appena rotto con la vostra dolce metà e non fate altro che piangere? La Nutella sembra non bastare mai, come pure le canzoni deprimenti? E’ giunto per voi il momento di darvi una scossa con la visione di (500) giorni insieme.

Questo è lo strampalato titolo che il mercato italiano ha affibbiato alla pellicola: difatti il titolo originale, (500) days of Summer, rievoca il nome della protagonista (per l’appunto Summer) creando un gioco di parole, mentre nell’edizione nostrana persino il nome della ragazza è tradotto malamente in Sole, facendo perdere completamente il senso del titolo. Il film, uscito nel 2009, racconta di Tom, un giovane architetto mancato che, suo malgrado, lavora in un’azienda di biglietti augurali; tipo dall’animo sensibile, sogna di trovare finalmente il grande amore.

Un giorno, nell’azienda viene assunta Summer, una ragazza dalla personalità eccentrica e misteriosa, e Tom se ne innamora. In breve i due scoprono di avere molto in comune, tranne una cosa: la ragazza, a causa del divorzio dei suoi, è convinta che l’amore non esista. Nonostante ciò, i due iniziano a frequentarsi, con conseguenze ovviamente disastrose.

I “cinquecento giorni con Summer” di Tom non ci sono narrati in ordine cronologico, bensì in maniera apparentemente illogica: passiamo dai momenti di tensione tra i due a quelli dell’incontro, a quelli felici, tutto scandito da disegni ad acquerello riportanti il numero del giorno che sta per esserci raccontato. Questa peculiarità dello svolgimento è data dal fatto che il regista, Marc Webb, è nato come direttore di videoclip musicali, e dello stile di essi troveremo molti richiami nel film.

Difatti, oltre a quanto detto sopra, ci troviamo davanti a montaggi particolari come spezzoni di film celebri interpretati dai due attori, per non parlare di Tom che improvvisamente si trova protagonista di una scena da musical e al suo termine entra in ufficio senza fare una piega. Ça va sans dire, la colonna sonora è praticamente perfetta: tra gli altri spiccano Regina Spektor, gli Smiths, i Temper Trap, addirittura uno sprazzo di Carla Bruni che si adatta perfettamente alla scena a cui fa da sottofondo. Troviamo anche moltissime citazioni di opere d’arte più o meno celebri, come Il Figlio dell’Uomo di Magritte.

Non solo la storia tra Tom e Summer ci è raccontata con una narrativa non lineare, ma persino le vicende e i dialoghi non sono quelle del classico film romantico. Nelle scene d’amore non ci sono fiori né dichiarazioni, bensì passeggiate da Ikea; nei battibecchi non si parla di dentifrici lasciati aperti, ma di chi sia il miglior Beatle; le conversazioni stesse sono scoppiettanti e realistiche, prive di censure; persino i momenti dolorosi sono raccontati con scene crude e spoglie di retorica: tutto ciò fa sì che la storia di Tom ci appaia incredibilmente reale e vicina. Ma voi, anime disperate, non temete: l’empatia col povero protagonista sarà surclassata da momenti di godibile commedia, così come scene serene e piene di speranza per il giovane, che vi risolleveranno il morale.

A visione terminata, questa commedia appare imperdibile: non solo per il finale totalmente inaspettato, ma anche perché, come ha scritto il Rolling Stones, “il superbamente intelligente-sexy-gioioso-triste (500) Giorni Insieme ti colpisce come una ventata di puro e romantico ossigeno”.



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